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Politica

Vannacci-day a Palermo, prima a spasso in città e poi l’incontro con i fan: "Pronti a scendere in campo per le Regionali"

La convention con il leader di Futuro Nazionale : "Su Schifani giudizio negativo". Già 4.100 gli iscritti in Sicilia

31 Maggio 2026, 15:46

15:50

Vannacci-day a Palermo, prima a spasso in città e poi l’incontro con i fan: "Pronti a scendere in campo per le Regionali"

Accolto da centinaia di simpatizzanti e sostenitori, Roberto Vannacci ha tenuto il suo primo incontro pubblico a Palermo, il terzo in Sicilia dopo Catania e Caltanissetta, all’hotel Astoria. Tra strette di mano, foto e sorrisi, il leader di Futuro Nazionale ha prima fatto un giro per le vie del centro storico, in mattinata, tra Teatro Massimo e Politeama. Una sala gremita, che lo ha accolto con un roboante applauso e invocandolo a gran voce, pubblico variegato: dai giovanissimi – anche minorenni – e per tutte le età, acclamando il Generale.

«In Sicilia ci sono tanti giovani che mi seguono e questo mi rende orgoglioso, perché davvero – ha esordito Vannacci - questo Futuro Nazionale rappresenti una speranza per tutti. I giovani cercano un futuro diverso e noi evidentemente siamo la loro speranza». Poi ha aggiunto: «La Sicilia è la regione più grande dell’Italia e quella che più di ogni altro posto esprime le difficoltà nazionali, sicurezza, infrastrutture, lavoro, ricerca e immigrazione, temi che Futuro Nazionale sta affrontando più di tutti. La Sicilia è quindi un laboratorio politico e sociale».

Il movimento, che non è ancora ufficialmente un partito vero e proprio, ha raggiunto in tutto Italia già 80mila iscritti, di cui circa 4100 in Sicilia in pochi giorni. Per il prossimo 13-14 giugno è prevista l’assemblea costituente a Roma, per dare ufficialmente un volto ufficiale al movimento. Dalla politica nazionale e regionale ai temi caldi, come immigrazione e sicurezza, Vannacci ha spiegato che “certamente” Futuro Nazionale è e sarà alle regionali in Sicilia, così come alle nazionali, da soli o in coalizione. Su quest’ultimo nodo, poche certezze ancora, dubbi che verranno forse in parte sciolti dopo l’assemblea costituente. «Siamo in mezzo alla gente, fuori da giochi di palazzo, inciuci e partecipate statali, vogliamo raccogliere – ribadisce Vannacci - e interpretare le istanze dei cittadini, che si declinano in ogni regione e realtà diverse».

«Rappresentiamo un partito con ideali ben chiari, se poi si vorrà aggiungere qualcuno – continua - che sposa i nostri principi allora si potranno realizzare sinergie. Ribadisco però che Futuro Nazionale non negozia le proprie linee rosse. Non cerco politici e voti, anzi sono una persona che porta avanti una proposta. Chiunque la sposi integralmente può entrare nel partito».

Poi un messaggio a Cateno De Luca, che pochi giorni fa, in vista delle elezioni regionali e con il nodo tempistiche, aveva affermato di essere pronto ad un dialogo: «De Luca a che titolo parla? Non mi risulta che sia un partito a livello nazionale, poi aveva addirittura detto che io mi fossi prostrato per entrare nella sua proposta politica a livello europeo dicendo una calunnia, non mi sembra possa parlare».

Sommerso dagli applausi, il leader di Futuro Nazionale ha ribadito i valori fondamentali del movimento. Virtù, forza, coraggio, sacrificio, dovere, identità. Su quest’ultima poi una parentesi a parte, identità familiare – tradizionale – e nazionale, poi libertà di essere e possedere. «Non dobbiamo vergognarci di nulla, rimanere orgogliosi della nostra storia e tradizioni. Chiunque non si conformi con i nostri valori, non è il benvenuto. Di fronte a chi si rivolge a noi come cambiamento politico siamo chiamati a dare una risposta concreta, che una destra di governo annacquata non sta riuscendo a dare».

Le critiche al governo nazionale vanno in parte di pari passo con quelle al governo di Schifani, meno veleno e più pacatezza però nei confronti del presidente siciliano. «Se dovessi valutare il governo della regione Sicilia dai risultati non ne uscirebbe una valutazione lusinghiera», si è limitato a dire il Generale.

Infine il tema ponte sullo stretto, caro alla Lega – che ha dato i natali politici a Vannacci – e al governo di Giorgia Meloni. La declinazione delle parole del leader è però solo in chiave regionale, affermando di «essere d’accordo con qualsiasi infrastruttura, compreso il ponte». Poi conclude: «C’è chi si lamenta dicendo che in Sicilia sarebbe più opportuno sistemare le strade e rattoppare le buche, o realizzare altre infrastrutture. Da trent’anni si dice la stessa cosa, ad oggi non abbiamo né quelle infrastrutture né il ponte. La ricchezza - conclude - si crea intorno alle infrastrutture, il ponte attirerà sviluppo, capitale e possibilità di migliorare le altre opere».