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Il retroscena

Il boss Messina Denaro e quelle cure mediche lontano da Trapani

Temeva di essere riconosciuto dalla nipote: «La fisionomia è molto»

01 Giugno 2026, 09:34

09:41

Il boss Messina Denaro e quelle le cure mediche lontano da Trapani

Salvatore Messina Denaro

La corrispondenza scoperta a casa delle sorelle Bice e Giovanna Messina Denaro, indagate dalla Procura di Palermo per associazione mafiosa, reato che però il gip ha riformulato in procurata inosservanza di pena, hanno mostrato la severità mafiosa dell'oramai defunto boss Matteo Messina Denaro. Le regole d'onore applicate alla vita quotidiana di quella famiglia, il disprezzo mostrato nei confronti di un'altra delle sue sorelle, Patrizia e principalmente del marito, Vincenzo Panicola, "posati", come si fa dentro Cosa nostra, per non avere obbedito ad una sua precisa volontà. Ma tra i Messina Denaro, tra realtà e soap opera, le tensioni non erano insolite. C'è un altro fatto da proposito di litigi in famiglia che viene fuori dall'interrogatorio al quale il boss accettò di sottoporsi qualche giorno dopo la sua cattura avvenuta il 16 gennaio 2023, mentre andava a fare chemioterapia presso la clinica La Maddalena di Palermo. Messina Denaro venne sentito il 13 febbraio successivo all'arresto dal procuratore Maurizio de Lucia e dell'allora procuratore aggiunto Paolo Guido.

In questo interrogatorio si è indirettamente riferimento al fratello Salvatore Messina Denaro (nella foto sopra) e direttamente alla nipote, figlia di questi, Teresa Maria, farmacista, dipendente dell'Asp trapanese. E lo ha fatto ripercorrendo le tappe sanitarie che ha dovuto affrontare dopo aver scoperto il tumore al colon, che lo avrebbe portato a morire nel settembre 2023. Rispondendo ai magistrati ha confermato di essere stato inizialmente in cura presso l'ospedale Sant'Antonio abate di Trapani, ma frequentazione, sanitaria, che ha dovuto interrompere. «Me ne dovetti andare perché ho saputo che c'era la figlia di mio fratello che non abbiamo rapporti». Rapporti incrinati con Salvatore, oscure le ragioni, però non si può non cogliere la circostanza che nella corrispondenza con le sue sorelle, Rosalia, Bice e Giovanna, Messina Denaro non ha mai fatto cenno al fratello, che anche per lui ha subito il carcere.

Il padrino, poi defunto, ai magistrati ha detto che preferì non curarsi più a Trapani per la paura che la nipote potesse riconoscerlo, per la forte somiglianza con suo padre. «Lei a me non mi poteva mai conoscere perché quando io me ne andai lei aveva 8 anni, però poteva dire, ma quello chi è mio padre, perché la fisionomia è molto, mi spiego che voglio dire. Quindi me ne sono andato appena ho capito che era lì sennò restavo a Trapani, se non c'era questo problema di questa ragazza che non abbiamo completamente rapporti».

La donna lavora presso la farmacia ospedaliera, poteva anche accadere di trovarsi faccia a faccia con lo zio. I rapporti sarebbero stati così incrinati che il boss temeva di poter essere denunciato dalla nipote?

Un verbale che svela altro. La perfetta conoscenza del pentito che più di altri lo ha inguaiato, l'ex gioielliere di Castelvetrano Francesco Geraci, anche lui morto di tumore al colon nei giorni dell'arresto del boss. Messina Denaro ai magistrati ha indicato città e via dove abitava Geraci, cosa risultata esatta, per dire potevo andarlo ad uccidere, ma non l'ho fatto.