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cronaca

Marsala: caccia al bengalese finita con un ferito e alcuni contusi. I carabinieri sulle tracce dei quattro aggressori

Sabato quattro persone a bordo di due scooter, in momenti diversi, hanno inseguito e picchiato alcuni giovani migranti mentre andavano a lavoro. Il leghista: «Le vittime sono persone perbene e lavoratori»

01 Giugno 2026, 19:13

19:20

Marsala: caccia al bengalese finita con un ferito e alcuni contusi. I carabinieri sulle tracce dei quattro aggressori

L'ipotesi è quella di una banda di giovani, forse giovanissimi, quattro in tutto, organizzatasi sabato mattina per inseguire in momenti e orari diversi, un gruppo di bengalesi che da tempo abitano nella contrada di Santo Padre delle Perriere e che percorrono la provinciale per raggiungere i campi dove lavorano. Tra gli aggrediti c'è chi è finito in ospedale, un ragazzo ventenne colpito a colpi di bastone, altri sono rimasti contusi in modo non grave, qualche altro ha subito il furto dello scooter ed è rimasto a piedi. Il giovane che ha avuto la peggio è stato colpito a bastonate in faccia, lungo la strada provinciale 53 nell'entroterra di Marsala, da quattro giovani, a bordo di due scooter, che l'hanno incrociato mentre lui, in bici, si stava recando al lavoro in un'azienda agricola.

I carabinieri se ne stanno occupando dopo la presentazione delle querele delle vittime che, ad uno ad uno e in momenti diversi, si sono presentati ai militari per presentare denuncia. La Procura sta seguendo la situazione e gli investigatori dell'Arma, come confermano alcune fonti, si apprestano nelle prossime ore a presentare ai magistrati una informativa. L'indagine è aperta contro ignoti, ma sembra che gli accertamenti in corso potrebbero consentire ai carabinieri di identificare i responsabili di queste aggressioni.

Al momento è escluso altro movente, resta in campo l'ipotesi di bravate violente, di un raid organizzato per colpire un gruppetto di asiatici, tutti con regolare permesso di soggiorno, che abita nella periferia marsalese. Di loro si occupa Michelangelo Lombardo, impegnato in politica nella Lega, che dalla sua pagina social ha chiesto maggiore protezione per questi migranti con l'intervento delle autorità e della sindaca Patti: «Mi spiace non avere sentito da lei una parola».

«Io - ha proseguito - ho dato loro ospitalità da tempo in una mia proprietà, uno di loro è stato gravemente ferito domenica mattina mentre andava al lavoro. Sono tutti giovani perbene e lavoratori, non hanno mai infastidito nessuno. Nessuno di loro si merita una aggressione del genere. I colpevoli sono sicuramente gentaglia dalla quale stare lontano, ogni settimana di casi di violenze in strada contro questi migranti se ne sentono due, tre".

Salvatore Inguì, coordinatore provinciale di Libera, e animatore di diverse iniziative sociali nei quartieri marsalesi, parla con preoccupazione di questi episodi, indicandoli «come gli ultimi di una lunga catena di analoghi fatti avvenuti nel territorio marsalese, tanti quelli che non sono stati denunciati da chi non ha fiducia negli strumenti di tutela. Episodi molto più frequenti di quanto si creda». «Fatti - prosegue Inguì - che sono il frutto evidentemente di una certa errata convinzione che circola nella nostra società, i cui mali vengono tutti ricondotti in capo agli stranieri, da qui qualcuno si sentirebbe investito di un mandato, criminale, da giustiziere, in preda a un libero sfogo di pulsioni aggressive e violente».

Inguì con Libera è protagonista di attività importanti: «Siamo a diretto contatto con questi giovani migranti, e tanti sono quelli che ci hanno raccontato di aggressioni subite per strada, anche con testimoni che però non hanno mai preso le loro difese. Noi a loro dobbiamo essere grati perché oggi sono più loro che i nostri giovani a lavorare nelle campagne, lo fanno con umiltà e talvolta mal pagati e spesso sfruttati. Abbiamo bisogno certamente di un migliore controllo del territorio, ma anche di una narrazione differente a quella corrente, inadeguata e non veritiera. Non è vero che tutti gli stranieri sono delinquenti, così come non tutti i marsalesi sono persone che vanno in giro a pestare altre persone, una piccola frangia però è responsabile di queste azioni violente - conclude Inguì -. Carnefici, vittime loro stessi di una povertà culturale».

Che le ultime aggressioni non siano state le uniche lo dice anche Albert Kabongo, origine congolese e cresciuto in Sicilia, laurea in legge e impegnato in politica (è stato candidato alle ultime amministrative con Avs): «Diversi migranti - dice - sono stati aggrediti, in momenti e luoghi diversi della città, sempre nel versante sud di Marsala. Nella stessa giornata abbiamo fornito supporto e orientamento per l'accesso alle cure sanitarie urgenti ad alcuni di loro. In queste ore - continua - stiamo fornendo supporto e orientamento a chi intende sporgere denuncia ma servono fatti concreti - prosegue - perché di fronte alla violenza la solidarietà da sola non basta».

Marsala negli ultimi mesi è stata al centro di raid notturni in pieno centro, di bande di migranti che si sono resi protagonisti di risse, cosa che ha generato preoccupazione tra molti cittadini. «Nelle scorse settimane - dice Kabongo - ho trattato in modo articolato il tema della sicurezza e dell'immigrazione. Si tratta di una questione molto seria, che richiede meno populismo e più politica. Servono coraggio, serietà e competenza per affrontare questo tema in modo strutturale».