il caso
L'ultimo mistero dell'Etna, i tatuaggi e il fattore neve: s'indaga sul cadavere ritrovato nella Pineta Ragabo
È stato il cattivo odore ad attirare il cane della coppia di turisti che ha dato l'allarme. Si attendono i risultati delle tac
Resta ancora completamente avvolto nel mistero il ritrovamento di un cadavere in avanzato stato di decomposizione, avvenuto domenica pomeriggio a Linguaglossa, a Piano Pernicana, nella pineta Ragabo.
I carabinieri della Compagnia di Randazzo, coordinati dal maggiore Luca D’Ambrosio, hanno passato la mattinata sul luogo del ritrovamento, insieme alla Sezione Investigativa Scientifica. Da parte loro, e da parte della Procura, al momento non trapela nulla, ma è probabile che le indagini si siano incanalate in una precisa direzione.
Sembrerebbe che sul corpo siano stati trovati resti di tatuaggi. Se questa notizia fosse vera, escluderebbe che il corpo sia dell’anziano scomparso a marzo, che da quanto appreso, non aveva tatuaggi. Il mistero resta comunque fitto, e qualcosa si saprà dopo gli esami che saranno effettuati al Policlinico di Catania, con possibile tac e radiografie.
Infine, dato non meno importante, c’è da dire che quest’anno il freddo e la neve nel luogo del ritrovamento, possano avere rallentato la decomposizione, avviata solo dall'aumento delle temperature delle ultime settimane. Da qui il forte cattivo odore che ha permesso il ritrovamento da parte di una coppia di turisti e del loro cane.
Un mistero che si aggiunge ai tanti altri che hanno coinvolto l’Etna in questi anni. L’ultimo, prima di quello di ieri, il ritrovamento di resti umani, risalenti tra gli anni 70 e 90, avvenuto a novembre 2021 in una grotta del versante di Zafferana, in contrada Cassone. L’uomo aveva accanto una pagina de La Sicilia con dei necrologi, è tutt’ora ignoto a chi appartengano i resti.