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Palermo

Sanità, il Tar stoppa gara da 7 milioni e mezzo di euro per le mense negli ospedali

I giudici amministrativi hanno accolto il ricorso presentato da una delle società non vincitrici del mega bando per la ristorazione. Tutto da rifare, intanto il servizio attuale è prorogato per sei mesi

03 Giugno 2026, 07:00

07:40

Sanità, il Tar stoppa stoppa gara da 7 milioni e mezzo di euro per le mense negli ospedali

Annullata maxi gara dal valore di 7.5 milioni di euro per il servizio di ristorazione negli ospedali palermitani.

Il Tar ha accolto il ricorso di una delle società perdenti e ha imposto una nuova procedura. L’Asp di Palermo aveva indetto un bando per l’assegnazione del servizio di ristorazione di sei ospedali della provincia per la gestione della mensa. Le strutture coinvolte sono Ingrassia e Villa delle Ginestre del capoluogo, poi Corleone, Partinico, Termini Imerese e Petralia Sottana, con affidamento del servizio per i prossimi due anni.

La graduatoria finale ha visto piazzarsi al primo posto E.P. s.p.a, vincitrice con 91 punti, seguita dalla Serenissima Ristorazione con 84,53 punti e dalla Vivenda s.p.a con 82,14 punti. Le valutazioni sono state assegnate dalla stessa Asp in base ai criteri di cottura, trasporto e servizio ospedaliero.

La commissione dell’azienda sanitaria aveva assegnato quindi il servizio alla prima classificata, mentre a ricorrere al tribunale amministrativo è stata la Vivenda, che ha contestato la legittimità dell’offerta tecnica sia dell’aggiudicataria sia della Serenissima, ritenute non conformi alle condizioni previste dal bando di gara.

Il punto centrale della controversia riguarda il modello organizzativo del servizio: E.P. aveva proposto un sistema di produzione dei pasti basato sul metodo “Cook and chill”, con preparazione in un centro di cottura situato a San Cono, in provincia di Catania, e successivo trasporto verso gli ospedali palermitani privi di cucina interna, ossia la quasi totalità dei beneficiari. I pasti, una volta refrigerati e conservati all’interno dei presìdi, sarebbero stati resi disponibili per i pazienti.

Secondo il Tar, però, il bando non prevedeva la disponibilità di spazi adeguati nelle strutture sanitarie per l’installazione di attrezzature indispensabili a questo sistema, come frigoriferi, celle di stoccaggio e carrelli per la rigenerazione dei pasti, eccezion fatta per gli ospedali di Partinico e Petralia Sottana. L’offerta dell’aggiudicataria si basava quindi su presupposti non previsti e con un servizio non richiesto dal bando, che invece delineava un tipo di preparazione diverso, escludendo trasporto e conservazione.

Nel provvedimento viene evidenziato poi un ulteriore profilo di criticità: durante la fase di verifica dell’anomalia dell’offerta, la commissione dell’Asp aveva rilevato i diversi problemi, tra cui la gestione degli spazi, la distanza del centro di cottura e la sostenibilità dei tempi di consegna. Nonostante ciò, l’amministrazione aveva ritenuto sufficienti le giustificazioni presentate dall’azienda, confermando l’aggiudicazione. La E.P., una volta a conoscenza della criticità, aveva proposto, infatti, di spostare il centro di cottura presso San Giuseppe Jato, coinvolgendo però una ditta terza. Anche questo non solo non era conforme con le richieste del bando ma avrebbe significato modificare l’offerta a gara in corso, condizione inammissibile.

Il Tribunale ha quindi annullato l’aggiudicazione e disposto la riedizione della gara, mantenendo però temporaneamente valido il contratto esistente per garantire la continuità del servizio di ristorazione negli ospedali. La società vincitrice rimarrà quindi per sei mesi ancora attiva, la successione scatterà solo al termine della nuova procedura.