Il blitz dei carabinieri
A Palagonia la filiale siciliana dei narcos calabresi
Dopo il sequestro di un panetto di droga i trafficanti cercano nuovi corrieri da pagare 1.000 euro per ogni chilo di coca
Palagonia poteva diventare la filiale siciliana dei narcotrafficanti calabresi. Ma a rovinare i piani illeciti del rosarnese Antonino Apa, imparentato con esponenti dei Pesce ma per gli inquirenti farebbe parte delle ‘ndrine di Bellocco, ci hanno pensato i carabinieri della compagnia di Palagonia.
Nelle carte dell’operazione scattata sabato scorso ci sono le intercettazioni che documentano anche i momenti più tumultuosi per l’organizzazione criminale dei Brancato di Palagonia. Che hanno subito il sequestro di una partita di cocaina destinata a rifornire anche le piazze di Gela, nel Nisseno. Due anni fa, poco dopo Capodanno, i trafficanti calatini attendono - poi scopriranno - inutilmente il carico che Francesco Fabrizio, corriere assoldato da Apa, avrebbe dovuto portare a destinazione. Gli investigatori però sono già pronti a intercettare la Fiat 500: al bivio Gornalunga sulla Catania-Gela bloccano il corriere. Nel pannello posteriore i carabinieri trovano un panetto “Maria” per un peso di 1,260 chilogrammi. Da quel miscuglio a base di cocaina si sarebbero potute ricavare 5.144 dosi. Facile capire che duro colpo i militari sono riusciti a infliggere ai grossisti di sostanze stupefacenti.
Apa, appena viene a conoscenza dell’arresto con relativo sequestro, chiede a Filippo Brancato chi fosse a conoscenza dell’arrivo della cocaina. La cerchia sarebbe stata “ristretta” a tre persone. Questo intoppo avrebbe generato diversi ritardi con le forniture. Soprattutto con i gelesi.
Il calabrese e i Brancato cercano delle alternative per evitare in futuro altre perdite. Fra le proposte che emergono nei dialoghi c’è quello di «percorrere una strada alternativa e più sicura». O comunque di organizzare «un servizio di staffetta per bonificare il percorso al corriere, che non avrebbero dovuto più usare i telefoni».
Il sequestro di cocaina però mette in allarme Apa. Anzi, il calabrese propone ai Brancato di «allargare i loro affari offrendo - sintetizza il gip nell’ordinanza - guadagni maggiori per il trasporto di ingenti quantitativi di cocaina, da trenta a cento chili anche per altre destinazioni». Sollecita di trovare un nuovo corriere che sarebbe stato pagato profumatamente: «Un compenso di mille euro ogni chilo di cocaina trasportato». Questo per comprendere - senza nemmeno bisogno di prendere la calcolatrice - quanto sia sporco il giro d’affari legato al traffico di droga.