Borgata
Scavi, stop e ritardi: cento metri di strada raccontano il caos dell’acqua a Siracusa
Doveva essere un intervento simbolo contro le perdite idriche: è diventato l’emblema delle difficoltà che accompagnano il servizio cittadino
Probabilmente non meriterà - se sarà mai concluso il lavoro - uno spettacolo di Peparini per l’inaugurazione, ma questi poco più di cento metri di intervento su una parte della rete idrica di un quartiere segnato dai disservizi come la Borgata, hanno qualcosa di emblematico nella vicenda del servizio idrico cittadino. Da 45 giorni, infatti, dopo una serie di contrattempi, è arrivato l’ok della Soprintendenza per la ripresa dei lavori per il rifacimento di un pezzo di rete idrica in via Trapani, alla Borgata: eppure non si comprende perché siano ancora fermi. Il cartello recita: inizio lavori, 27 gennaio; ultimazione lavori, 27 marzo. Ma l’immediato contrattempo e l’attuale “grande boh”, meritano un excursus.
Per i tecnici quella di via Trapani è la parte più rappresentativa dello stato di degrado delle condotte idriche in città. Dopo i continui guasti, nel 2020, il direttore tecnico Siam Pucci La Torre impronta un progetto per via Trapani e via Mosco. Intervento progettato con la consapevolezza che quella sia una zona di rilevante interesse archeologico, quindi, con la previsione di uno scavo esattamente sopra il tubo esistente, per evitare eventuali ritrovamenti. La Soprintendenza lo autorizza prontamente con tanto di provvedimento.
Il Comune si muove, invece, tra qualche limite amministrativo: nel 2022 arrivano le somme (260mila euro in totale), fondi Cipess, ma arrivano all’Ati, che è l’organo che ha il governo dell’ambito idrico. Sarà necessaria la stipula di una convenzione tra Ati e Comune per portarle nella disponibilità dell’ente. E così avviene.
Solo che a quel punto il Comune incarica dell’aggiornamento del progetto un altro progettista. Accendendo, da una parte, il malumore con il gestore, dall’altra aprendo a novità: viene limitato a un pezzo di via Trapani, escludendo il tratto via Mosco. Si cambia, dunque, tracciato e l’intervento non viene progettato sopra la tubazione esistente (come il progetto Siam). Viene approvato. I lavori affidati ad altra ditta, piuttosto che al gestore, che mastica amaro anche se resta collaborativo e, giocoforza, coinvolto nei lavori di innesto a monte e a valle. Importo 188mila euro
All’avvio dei lavori succede quello che il primo progetto aveva previsto: non avendo scavato sulla stessa sede della condotta vecchia, la Soprintendenza trova dei reperti. Intima la sospensione dei lavori. In questi casi è legittimo che due-tre mesi volino per i rilievi della Soprintendenza. E si arriva, così, a circa 45 giorni fa: la Soprintendenza svincola l’area e i lavori possono riprendere. E intima al Comune di proseguire sopra la condotta vecchia (come il progetto Siam aveva previsto). Tuttavia, tutto è fermo. Si parla di interferenze con la rete Italgas. I residenti dicono: “Cantiere fantasma”.