malamovida
La notte violenta di Marzamemi: così le risse rischiano di uccidere il brand del borgo
Dopo l'ultimo scontro nella notte, il Comitato "Pachino Sicura" rompe gli indugi: ringraziare le forze dell'ordine non basta più, chiesta un'ordinanza urgente per bloccare alcol e musica nelle aree più a rischio
C’è un momento, nelle località di mare, in cui il rumore cambia natura. Non è più il brusio delle cene all’aperto, né il passo lento dei turisti tra i vicoli. Diventa urlo, corsa, allarme. A Marzamemi, borgo che vive di bellezza e reputazione, basta una manciata di minuti perché una notte pensata per accogliere si trasformi in una scena da contenere. È in questa frattura, tra immagine da cartolina e fragilità reale del controllo del territorio, che si inserisce l’ennesimo episodio di violenza notturna segnalato nelle ultime ore e la dura presa di posizione del Comitato Civico Pachino Sicura. Un intervento che non si limita alla denuncia, ma chiama in causa direttamente il sindaco Giuseppe Gambuzza, chiedendo un’ordinanza urgente per sospendere alcol e attività musicali nelle aree considerate più problematiche.
La richiesta, affidata alla voce del portavoce Alex Guastelluccia, nasce da un presupposto semplice e politicamente pesante: ringraziare le forze dell’ordine per il lavoro svolto non basta più, se la percezione diffusa tra residenti e operatori economici è che la sola presenza di polizia e carabinieri non riesca a prevenire davvero il ripetersi degli episodi. È una distinzione cruciale, perché sposta il dibattito dalla gestione del singolo fatto alla tenuta complessiva del modello di sicurezza in uno dei luoghi più esposti del litorale siracusano.
L’allarme del comitato: “Non può bastare presidiare dopo”
Nella posizione espressa dal Comitato Civico Pachino Sicura c’è un doppio registro: da una parte il riconoscimento esplicito alle forze dell’ordine, dall’altra la convinzione che serva uno scatto ulteriore, prima che la stagione entri nel suo pieno. Alex Guastelluccia insiste su un punto che, negli ultimi mesi, è diventato sempre più ricorrente nel dibattito locale: la sicurezza non può ridursi all’intervento successivo alla lite, ma deve tradursi in una strategia preventiva, visibile e coerente. Per questo il comitato invoca un atto amministrativo immediato, capace di incidere sui fattori che più spesso accompagnano il degenerare delle notti della movida: consumo di bevande alcoliche, affollamento incontrollato, intrattenimento musicale protratto nelle zone più delicate.
Non è un passaggio secondario. Chiedere la sospensione di alcol e musica significa toccare il cuore del sistema economico estivo di Marzamemi, dove la vivacità serale rappresenta un richiamo turistico e un pezzo importante del fatturato di molte attività. Ma significa anche prendere atto che il territorio, almeno in alcune fasce orarie e in alcuni punti sensibili, non regge più senza correttivi eccezionali. In altre parole: il comitato sostiene che l’eccezione sia già diventata routine.
Un problema che non nasce oggi
L’ultima lite notturna non arriva nel vuoto. Marzamemi convive da tempo con una tensione crescente tra vocazione turistica, forte concentrazione di persone e difficoltà nel governare i picchi della movida. Già negli anni scorsi il borgo era finito al centro di provvedimenti restrittivi: nel 2021 il Comune intervenne sospendendo la diffusione della musica all’esterno degli esercizi pubblici nella frazione e chiedendo la convocazione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica dopo episodi ritenuti particolarmente gravi.
Più di recente, dopo le tensioni registrate nel periodo pasquale del 2025, l’amministrazione comunale ha adottato una stretta sulla somministrazione di bevande: secondo l’ordinanza richiamata da più fonti locali, la vendita e la somministrazione di bevande alcoliche e analcoliche è stata circoscritta tra le 9 e le 22:30, con divieto di utilizzo di contenitori in vetro per il servizio e per l’asporto. Una misura pensata proprio per ridurre i rischi legati alla malamovida e agli scontri nelle aree più frequentate.
Questi precedenti dicono due cose. La prima: le restrizioni non sono un’ipotesi astratta, ma uno strumento già sperimentato. La seconda: se oggi tornano a essere invocate con tanta forza, vuol dire che le misure adottate finora non sono state percepite come risolutive. Non necessariamente perché sbagliate, ma perché inserite in un contesto dove il problema tende a ripresentarsi appena aumenta la pressione delle presenze.
I fatti più recenti: Pasqua, Pasquetta, maggio
Il 2026 si è aperto con segnali tutt’altro che rassicuranti. A Pasqua, nel borgo si è verificata una lite sfociata in un accoltellamento, episodio che ha riacceso immediatamente l’allarme sulla sicurezza e ha spinto il sindaco Giuseppe Gambuzza a chiedere un potenziamento dei controlli, definendo Marzamemi un punto nevralgico per il turismo provinciale che non può essere ostaggio di pochi facinorosi.
A Pasquetta, sempre a Marzamemi, i Carabinieri di Pachino e il personale del locale Commissariato di Polizia, impegnati in servizio di ordine pubblico per il previsto afflusso turistico, sono intervenuti per una rissa tra giovani: in quell’occasione è stato arrestato un 18enne.
Poi, nella notte tra l’1 e il 2 maggio 2026, un altro episodio: due giovani di 27 e 28 anni, entrambi di Pachino e già noti alle forze di polizia secondo quanto riportato, sono stati denunciati per una rissa avvenuta in un locale di Marzamemi.
Messa così, la sequenza pesa. Non si tratta di un fatto isolato, ma di un filotto ravvicinato di episodi che ha consolidato la percezione di una fragilità strutturale proprio all’inizio della stagione. È su questa base che l’ennesima lite notturna segnalata adesso viene letta da cittadini e comitati non come incidente episodico, bensì come conferma di un trend.
Il sindaco e la linea del “più controlli”
Anche il sindaco Giuseppe Gambuzza, già dopo i fatti di Pasqua 2026, aveva indicato come prioritaria una maggiore presenza delle forze dell’ordine, parlando della necessità di spegnere subito l’allarme con fermezza e decisione. In quella fase, il primo cittadino aveva mostrato cautela rispetto all’adozione di nuove ordinanze restrittive, considerate come soluzione estrema rispetto al potenziamento del presidio del territorio.
È qui che si apre il punto politico più delicato. Il comitato, pur senza negare il valore del controllo sul campo, suggerisce che la strategia fondata principalmente sull’aumento della presenza di polizia e carabinieri non sia sufficiente. In sostanza, dove il sindaco privilegia il rafforzamento dei servizi, Pachino Sicura chiede di affiancare anche un intervento amministrativo restrittivo e mirato. È uno scarto di impostazione che pesa, perché riguarda il modo stesso di leggere il fenomeno: emergenza da presidiare o sistema da ridisegnare, almeno nelle ore più esposte.
Il nodo vero: come difendere il borgo senza svuotarlo
Il punto, però, non è soltanto repressivo. Marzamemi non è un quartiere marginale da blindare in via emergenziale: è un brand turistico, un luogo che attira visitatori, investimenti, attività stagionali, lavoro. Il Comune di Pachino continua infatti a organizzare e programmare per il borgo spazi di vendita, mercatini e gestione della viabilità estiva; nel 2025 e nel 2026 sono state confermate discipline specifiche per la ZTL, proprio per governare i flussi verso il centro storico e la frazione nei periodi di maggiore affluenza.
Questo significa che la sicurezza non è un tema separato dallo sviluppo: ne è la condizione. Se le cronache cominciano a sedimentare l’idea di un borgo bellissimo ma ingestibile nelle notti più affollate, il danno non si misura solo nei feriti, nelle denunce o nel numero degli interventi. Si misura anche nella reputazione. E la reputazione, in località come questa, ha un valore economico diretto.
Per questo la proposta di sospendere alcol e musica nelle aree più critiche va letta oltre la formula. Non è solo una richiesta di “chiusura”, come potrebbe apparire a prima vista; è il tentativo di spostare il baricentro da una movida lasciata a se stessa a una fruizione più governata, almeno finché il territorio non sarà messo nelle condizioni di reggere numeri e comportamenti. Resta naturalmente da capire se una misura del genere sarebbe limitata nel tempo, circoscritta a precise zone e fasce orarie, e soprattutto se verrebbe accompagnata da controlli davvero costanti. Perché anche la migliore ordinanza, se resta sulla carta, finisce per aggravare la sfiducia.
Videosorveglianza, ZTL, controlli: gli strumenti ci sono, ma vanno cuciti insieme
Sul piano amministrativo e organizzativo, il territorio non parte da zero. Il Comune di Pachino si è dotato di un regolamento comunale per la videosorveglianza, mentre la disciplina della ZTL a Marzamemi viene periodicamente aggiornata per la stagione turistica. Sono tasselli utili, ma da soli non bastano a costruire una risposta complessiva se non vengono integrati in un disegno chiaro: prevenzione, controllo, regole certe per i locali, verifiche sugli orari, presidio dei punti sensibili e coordinamento stabile tra istituzioni.
L’esperienza di questi anni, del resto, suggerisce proprio questo: quando la pressione aumenta, il problema si ripresenta sotto forme simili. E allora la domanda che avanza da residenti e operatori non è più soltanto “quanti agenti ci saranno nel weekend?”, ma “quale assetto si vuole dare alle notti del borgo?”. Una domanda che riguarda il Prefetto, il Questore, il Comune, le forze dell’ordine e naturalmente i gestori delle attività.
L’urgenza di una scelta prima dell’alta stagione
La stagione piena, di fatto, deve ancora cominciare. Ed è proprio questo il dato che rende l’allarme ancora più serio. Se episodi gravi e ravvicinati si sono già registrati tra aprile e maggio 2026, il rischio è che con l’aumento ulteriore delle presenze il sistema vada sotto pressione in maniera ancora più evidente. Il richiamo del comitato punta esattamente qui: intervenire adesso, non dopo l’ennesima notte finita male.
Nessuno, realisticamente, pensa che vietare alcol e musica sia la soluzione definitiva a un fenomeno che intreccia ordine pubblico, educazione, modelli di consumo e gestione degli spazi urbani. Ma il fatto che una parte della cittadinanza organizzata arrivi a chiedere misure così drastiche è già di per sé una notizia. Ed è una notizia che parla di un livello di esasperazione crescente.
Per Marzamemi, in fondo, la posta in gioco è molto più ampia del prossimo weekend. È la possibilità di restare un luogo vivo, attrattivo e abitabile senza accettare che la notte diventi il terreno in cui tutto è tollerato fino al momento in cui qualcuno si fa male. Ed è su questo crinale che le istituzioni sono chiamate a decidere se rincorrere gli episodi o provare, finalmente, a prevenirli davvero.