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Adrano

La villa confiscata diventa centro antiviolenza

Il questore Bellassai e il sindaco Mancuso inaugurano la nuova sede dell'Associazione Thamaia: «Segnale importante»

03 Giugno 2026, 20:30

La villa confiscata diventa centro antiviolenza

Con una significativa cerimonia, stamattina è stato consegnato all’associazione Thamaia il bene confiscato alla mafia ubicato in via Zaccani. Un edificio prima in mano a esponenti della criminalità organizzata è diventato sede di un centro antiviolenza, a sostegno delle persone vittime di maltrattamenti e discriminazioni. Il taglio del nastro inaugurale è stato affidato al questore di Catania, Giuseppe Bellassai, con accanto il sindaco di Adrano, Fabio Mancuso, e la presidente di Thamaia, Anna Agosta.

È stata una cerimonia coinvolgente con l’immobile ricoperto di bandiere tricolori e con la presenza di rappresentanti delle forze dell’ordine e associazioni cittadine e poi i canti di scolaresche, la tenera presenza dei piccoli sindaci delle scuole della città. A benedire i locali è stato don Nicola Petralia. Durante i vari interventi tutti hanno sottolineato che quello di ieri ad Adrano ha rappresentato un importante tassello per riaffermare la legalità e come un edificio dalla tipica architettura arrogante sia diventato luogo di riscatto e giustizia.

Nel corso del suo intervento, il sindaco Mancuso ha comunicato una notizia importante che riguarda la Polizia di Adrano: una delibera di Giunta approvata prima della cerimonia in via Zaccani, ha disposto che l’attuale sede del commissariato adranita di via Della Regione verrà demolita per ricostruire nella stessa area la nuova sede, i lavori partiranno entro l’anno. «Abbiamo un debito di riconoscenza con la polizia di Stato - ha detto Mancuso - le varie operazioni antimafia della polizia degli ultimi anni, hanno dato speranza alla nostra città e oggi si respira aria diversa. Questa strada di via Zaccani non apparteneva a noi sino a qualche tempo fa, queste bandierine, la presenza degli uomini in divisa, le scolaresche sono un segnale importante per la nostra città».

Incisivo anche l’intervento del questore di Catania. «Fino a 30 anni fa era impensabile una cerimonia del genere - ha detto il dott. Bellassai - nel tempo la società civile ha preso coscienza ma dobbiamo rimanere coscienti del fatto che si tratta solo di un tassello di un ampio puzzle questo significa che la nostra attenzione deve rimanere sempre alta con l’impegno di forze dell’ordine, magistratura, politica e società civile per sconfiggere fenomeni come quello dello criminalità organizzata ma anche quello della violenza di genere».