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Il caso Barbera

Stadio e fondi regionali tolti gli altri impianti, Lagalla difende Schifani: "Ricadute positive sull’intero sistema Sicilia"

Le carte sulla rimodulazione dello stanziamento dopo la direttiva del presidente della Regione: "Non privare i Comuni di uno strumento fondamentale"

04 Giugno 2026, 07:00

09:53

Stadio e fondi regionali tolti gli altri impianti, Lagalla difende Schifani: "Ricadute positive sull’intero sistema Sicilia"

«L’ambizione di rientrare tra le cinque sedi italiane selezionate è un obiettivo che riguarda non soltanto Palermo. Una candidatura vincente avrebbe infatti ricadute positive sull’intero sistema Sicilia, in termini di visibilità internazionale, flussi turistici, sviluppo economico, infrastrutture e opportunità per le imprese». Lagalla al fianco di Schifani sullo stadio: non più battaglia a unica trincea con unico bersaglio, nella persona e negli atti del presidente della Regione, alle prese con le critiche, come documentato da La Sicilia, per lo strumento scelto sul finanziamento pro quota dei lavori di rifacimento dello stadio “Barbera” in vista dei verdetti Uefa sulle sedi di Euro 2032.

Il sindaco interviene a sostegno di Palazzo d’Orléans, dopo che Schifani, in una lettera al nostro giornale, aveva assicurato, pur senza mettere in dubbio il fatto che sì, è vero, quel plafon “generalista” dei Fondi per lo Sviluppo e la Coesione è stato intaccato, che nessun progetto già finanziato sarebbe compromesso dallo stralcio di 60 milioni di euro. Soldi dal bando dell’assessorato regionale al Turismo e Sport originariamente destinato alla riqualificazione del patrimonio impiantistico degli enti locali siciliani che ha, via via, perso anche altri pezzi, come i 20 milioni di euro destinati alla riqualificazione delle strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere. Operazione criticata a più riprese dal parlamentare ex meloniano Manlio Messina e, da ultimo, pure dal ventre della coalizione di centrodestra, con le sostanziali accuse di «strabismo» campanilista da parte del deputato Ars di Forza Italia Nicola D’Agostino.

D’altra parte Lagalla aggiunge nella sua nota il proprio grazie a Schifani, considerando «il sostegno assicurato dal governo regionale un atto di lungimiranza istituzionale e una scelta che guarda alle prospettive di crescita della nostra Isola».

Dal carteggio a tre tra gabinetto presidenziale, dipartimento della Programmazione e assessore regionale del Turismo Elvira Amata, intanto, emerge altro, oltre alle già documentate precisazioni di quest’ultima sulla «necessaria attenzione» alla direttiva presidenziale - cioè i desiderata di Schifani - e su una «proposta di rimodulazione, che contempera l’efficacia della spesa con le esigenze strategiche delle politiche di coesione». Cioè, l’attenzione allo scopo originario dell’accordo di programmazione che poi la giunta ha deciso di rimettere in gioco con il Cipess, sulla base dello smembramento dei 120 milioni fino ai 40 rimanenti per l’impiantistica regionale. Emerge anche - scrive la Amata, mentre invia la prima versione della redistribuzione (60 milioni agli impianti e altrettanti allo stadio) - il «fine di non disperdere il lavoro svolto e di non privare i Comuni dell’Isola di uno strumento di finanziamento fondamentale per lo sport di base e la coesione sociale».

Martedì il “Barbera” sarà teatro del sopralluogo propedeutico della sottocommissione competente della Cts, la Commissione tecnico specialistica per le valutazioni ambientali. Primo banco di prova sul progetto di fattibilità tecnico economica arrivato dal club di viale del Fante alla presidenza del consiglio comunale per l’esame d’aula.