la preghiera
Il femminicidio di Misterbianco, la fiaccolata per Alessandra: «Dio ci perdoni per non aver saputo evitare la tragedia»
Il dolore immenso di una madre che in un affettuoso abbraccio diventa il dolore - silenzioso - di un’intera comunità
Il dolore immenso di una madre che in un affettuoso abbraccio diventa il dolore - silenzioso - di un’intera comunità. È accaduto ieri pomeriggio a Belsito, quartiere periferico di Misterbianco, macchiato dal sangue dell’ennesimo femminicidio, dopo la morte in ospedale di Alessandra Bruno, uccisa dal marito Salvatore Mallamo.
Nella chiesa di San Massimiliano Kolbe, don Roberto Interlandi ha chiamato a raccolta familiari, parrocchiani, cittadini e fedeli. «Personalmente e come comunità parrocchiale - ha detto il parroco - col coraggio di guardare in faccia l’enorme male commesso da quell’uomo verso la moglie e non meno gravemente verso i suoi stessi figli, con l’onestà che proviene soltanto dalla contemplazione del Crocifisso, chiedo perdono a Dio per non aver fatto come singoli e come comunità (almeno) abbastanza per evitare la tragedia».
L’arcivescovo Luigi Renna ha affidato a una lettera la sua preghiera: «Mentre affidiamo al Signore Alessandra, chiediamo che i suoi figli non perdano la fiducia nella vita e che chi ha commesso questo gesto abbia consapevolezza e si penta. A noi non resta che vigilare affinché nessuno si abitui alla violenza, la sappia denunciare appena si manifesta, la sappia prevenire. Non si può tenere una persona prigioniera, perché l’amore richiede rispetto. Non restate in silenzio, ma cercare aiuto nelle persone che sappiano dialogare».
Per il sindaco Marco Corsaro: «Speravo questa notizia avesse un epilogo diverso. Questo ci deve fare riflettere e siamo tutti feriti. Da padre prima che da sindaco mi stringo forte ai figli, ma anche a tutti gli amici.
“Ciao Alessandra, ti vogliamo bene. Grazie anche perché donando gli organi ci hai lasciato un insegnamento fino alla fine”.
Dopo il momento di raccoglimento in parrocchia, è iniziata la fiaccolata proseguita fino a via Delle Rose dove viveva la vittima e dove il primo cittadino ha deposto un mazzo di rose.

Di Alessandra restano i ricordi di chi l’ha conosciuta e la sua generosità. Perché donando i suoi organi, ha salvato cinque vite quando nessuno è riuscito a salvare la sua.