Il secondo filone dell'inchiesta
«Stai attento a quello che dici»: le minacce alla vittima rapinata dalla gang dell'ex pentito, scattano altri due arresti
Dalle intercettazioni sono emerse le intimidazioni rivolte «con classico metodo mafioso». In manette la sorella di Angelo Mascali e un suo fidato seguace
I social sono i mezzi di comunicazione preferiti della famiglia di Angelo Mascali, l’ex pentito che nel 1998 fece saltare il golpe mafioso pianificato dai corleonesi e Mazzei contro i Santapaola-Ercolano. All’ex esponente della squadra di Cosa Nostra di Monte Po è stato revocato il programma di protezione nel 2023 poiché stava continuando a commettere reati. E, infatti, lo scorso novembre Mascali assieme ad altri 4 (per lo più familiari) è finito in manette con l’accusa di rapina aggravata e porto d’armi.
L’ex collaboratore - secondo la procura - sarebbe stato a capo di una banda che avrebbe rapinato e picchiato due autotrasportatori di Enna e Palermo. Le due vittime sarebbero state attirate dal gruppo criminale capitanato da Angelo “catina” Mascali con la scusa di chiudere un affare collegato al commercio di ferro e metalli. Ma invece gli appuntamenti si sarebbero rivelati una trappola. Ci sono delle immagini registrate dalle telecamere di un impianto di videosorveglianza che hanno immortalato un vero e proprio pestaggio. Le attività tecniche — intercettazioni, appostamenti e riscontri sul territorio — hanno documentato che i due episodi sono avvenuti l’8 maggio e il 20 giugno 2025.
E per le vittime l’incubo non è finito con la rapina. Uno di loro sarebbe stato pesantemente minacciato di ritorsioni se avesse “parlato troppo”. Ed è qui che si innesca il secondo filone investigativo che ha portato nei giorni scorsi all’arresto di altre due persone per minacce aggravate dal metodo mafioso. Le manette sono scattate ai polsi di Rosetta Mascali, sorella dell’ex collaboratore di giustizia, e di Salvatore Sciacca, conosciuto sui social con lo pseudonimo di “popolo”. Sciacca ha una sorta di legame di inquietante venerazione nei confronti di Mascali, che avrebbe il suo quartier generale in via San Jacopo, una collinetta nella zona del cimitero. Sul profilo TikTok di Sciacca si trovano le foto del giorno del suo compleanno - nella torta c’è scritto “Auguri Popolo” - con accanto proprio Angelo Mascali. Naturalmente lo scatto è antecedente l’arresto dell’ex santapaoliano, che in questi decenni non ha mai reciso il cordone ombelicale con Catania.
Dalle intercettazioni, che sono state eseguite nel corso delle indagini durate diversi mesi, sono emerse le intimidazioni rivolte da Rosetta Mascali e Salvatore Sciacca a una delle vittime rapinate dalla gang capitanata da Angelo “catina”. Parole e toni che ricordano i tempi in cui Mascali era, assieme al fratello Sebastiano, un soldato dei Santapaola-Ercolano. L’autotrasportatore è stato ripetutamente messo in guardia su quello che avrebbe potuto raccontare alla magistratura. A rischio la sua stessa incolumità. La sorella di Mascali e Salvatore “popolo” Sciacca sono stati arrestati su ordinanza del gip dai militari del nucleo di polizia giudiziaria e del nucleo investigativo dei carabinieri. I due indagati hanno deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia. Una strategia difensiva in attesa di conoscere gli atti giudiziari. Il difensore, l’avvocato Rosario Arena, ha già deciso di impugnare davanti al Tribunale del Riesame l’ordinanza di custodia cautelare.
