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La “mala movida”

Caos in via Landolina a Catania, arriva la multa salata per eccesso di... decibel

In 50 metri di strada e fino a tarda ora si erano accalcate 400 persone. E i residenti non trovano pace: «Qui è sempre così»

04 Giugno 2026, 06:00

Caos in via Landolina a Catania,  arriva la multa salata per eccesso di... decibel

Se è vero che la “movida di tendenza” in città si sposta ciclicamente, e ultimamente avevamo raccontato di via Garibaldi che pare sia diventata la nuova zona “in” pur pagando gli eccessi dei fruitori con risse documentate puntualmente su queste pagine, in alcuni casi riesce a restare e sopravvivere dov'è. Deve solo “cambiare pelle”.

È il caso di via Landolina dove si trova il locale “Ex Chiave”, che prima si chiamava “La Chiave” e sulla carta era fallito ma che poi ha riaperto con la nuova denominazione e pure con gli stessi “vizi”: musica alta in strada senza rispettare i limiti di decibel e di orari pur fissati dal regolamento comunale sulle emissioni acustiche, alcol venduto a basso prezzo, orari di chiusura e concessioni di suolo pubblico mai rispettati.

Una situazione quella di via Landolina, tra via Teatro Massimo e via Valle, che in realtà non risale ad adesso ma che affonda le radici ad almeno quattro anni fa, quando cioè i Comitati spontanei di residenti del Centro storico avevano intentato una causa civile (in corso) proprio contro il Comune, per la mancata gestione e controllo della movida.

A sparigliare le carte è stata la sanzione (salata) comminata al locale di via Landolina per “superamento dei limiti acustici nei pressi di civili abitazioni e disturbo acustico” attestata da una ordinanza sindacale firmata da Enrico Trantino e pubblicata ieri sul sito del Comune: il riferimento è a una serata in particolare, cioè lo scorso 13 maggio, di cui La Sicilia pubblica le fotografie. Un evento che aveva attirato oltre 400 persone in 50 metri di strada e che, a seguito di rilevazioni acustiche effettuate congiuntamente da Arpa e Polizia locale, ha fatto scattare la sanzione e costretto il Comune a mettere nero su bianco ciò che i Comitati dei residenti sanno da sempre: «L'inquinamento acustico determina implicazioni igienico sanitarie con pregiudizio della salute pubblica».

Basterà la sanzione? Non si illudono i residenti, tantomeno i proprietari di case vacanza e B&b presenti in quella zona. «Chi vive lì non può più dormire, chi affitta case e B&b si trova davanti a cancellazioni - dicono - L'Arpa nelle sue rilevazioni ha attestato lo sforamento di almeno 10 decibel e già una multa l’avevano ricevuta a settembre. Il Comune avrebbe potuto disporne subito la chiusura e del resto il regolamento comunale parla chiaro: le emissioni musicali vanno intanto autorizzate, ma non certo fino all'una o le tre di notte, e il sindaco può intervenire d'imperio. È come se in questa città si lasciasse stabilire le regole ai locali, piuttosto che il contrario. Il Comune non può davvero far finta di niente».

Il caso di via Landolina era stato sollevato in consiglio comunale lo scorso 26 maggio dal consigliere M5S Graziano Bonaccorsi: «La misura è colma - aveva sbottato - dove sono il controllo del territorio, del suolo pubblico, del rispetto delle regole da parte di tutti?”. «Tra le ordinanze, i regolamenti, le carte e ciò che invece succede per le strade c'è un abisso» ha commentato lapidaria Anna La Bruna dell'Associazione residenti Centro storico.