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Tribunale

Le stragi di mafia del '93, archiviate le accuse nei confronti di Dell'Utri e Berlusconi

Dda fiorentina archivia la posizione: il Gip rileva l'assenza di elementi su contatti con Cosa Nostra, la sesta archiviazione conferma le tesi della difesa

04 Giugno 2026, 11:55

13:00

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Dopo trent’anni di indagini, si è conclusa con l'archiviazione la posizione di Marcello Dell’Utri, indagato nell’ambito dell’inchiesta della Dda fiorentina sui presunti mandanti occulti delle stragi di mafia del 1993 a Firenze, Milano e Roma.

Il Giudice per le Indagini Preliminari (Gip) del Tribunale di Firenze, Patrizia Martucci, ha firmato il decreto di archiviazione lo scorso 15 gennaio, concludendo che "mancano elementi concreti su contatti/rapporti diretti tra Cosa Nostra e Silvio Berlusconi e quindi Marcello Dell’Utri, stretto collaboratore di Berlusconi". Per Dell'Utri, si tratta della sesta archiviazione in procedimenti legati a queste indagini.

L’inchiesta vedeva inizialmente coinvolto anche Silvio Berlusconi e si basava sull’ipotesi che la campagna stragista del 1993 fosse finalizzata a favorire l’affermazione politica di Forza Italia e l’ascesa del Cavaliere.

Le ipotesi dell'accusa e la posizione di Dell'Utri

L'accusa, in particolare, riteneva che Dell’Utri avesse istigato e sollecitato il boss mafioso Giuseppe Graviano a organizzare la campagna stragista. Gli inquirenti ipotizzavano che l'ex senatore avesse svolto un ruolo di "indicatore dei luoghi" dove effettuare gli attentati, con l’obiettivo di creare un clima di terrore utile al nuovo progetto politico.

La difesa di Dell’Utri, la cui casa di Milano era stata perquisita nel luglio 2023, ha sempre definito tali ipotesi come "fantasiose", contestando l’attendibilità dei collaboratori di giustizia e sottolineando la mancanza di riscontri probatori. Questa assenza di elementi concreti è stata ora confermata dal giudice, che ha disposto la chiusura del procedimento nei confronti di Dell'Utri.

Le reazioni

Tante le reazioni all'assoluzione soprattutto da parte di componenti di Forza Italia. 

"È la sesta volta che l’assurda inchiesta di Firenze finisce nel nulla - ha detto Marina Berlusconi -. È la sesta volta che viene archiviata, come sempre su richiesta stessa dei pubblici ministeri. È un risultato che non stupisce, visto che parliamo di un teorema giudiziario e mediatico costruito non con il cemento delle prove ma con il fango del pregiudizio ideologico".

"Resta il fatto che tutto questo accanirsi su una tesi insensata - e cioè che le stragi mafiose del 1993-94 avrebbero avvantaggiato la nascente Forza Italia - ha alimentato trent'anni di sospetti, insinuazioni e campagne di delegittimazione contro Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri - ha aggiunto Marina Berlusconi - . Ma alla fine ha prodotto soltanto una montagna di carta straccia, sia in tribunale, sia nelle redazioni di certi giornali. La verità storica è totalmente diversa: mio padre è stato uno dei principali protagonisti della lotta alla criminalità organizzata in Italia". 

"Sono stati i governi Berlusconi a rendere stabile il carcere duro per i boss mafiosi - ha sottolineato - a introdurre il primo Codice antimafia e a istituire l’Agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni confiscati alle organizzazioni criminali".

"Ci sono voluti trent'anni e sei archiviazioni per accertare e confermare la totale estraneità di Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri alle stragi di mafia del '93 a Firenze - ha dichiarato in una nota Antonio Tajani, segretario nazionale di Forza Italia -. Altro che mandanti occulti. Di inquietante e occulto c'è solo l’azione di quella parte di magistratura che ha usato false accuse, che già si smentivano da sole, come una clava politica cercando di riscrivere la storia della nostra democrazia".

"È indegna di questo Paese la lentezza con cui si è arrivati a questa conclusione, e disgustoso l’accanimento con il quale si è cercato di neutralizzare politicamente il fondatore di Forza Italia e il suo partito. Finalmente giustizia è fatta, ma è incredibile che una decisione presa il 15 gennaio diventi pubblica soltanto adesso. Tutto questo dimostra ancora una volta, se mai ce ne fosse bisogno, quanto sia fondamentale la nostra battaglia per una giustizia giusta ed efficiente per tutti i cittadini".