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l'inchiesta

Corruzione al Cefpas, tutte le accuse: «Gestione piegata agli interessi del deputato Gallo Afflitto»

Sono in totale 12 gli indagati, tra loro c'è anche il fratello del vicario papale a Roma Baldo Reina

04 Giugno 2026, 12:18

13:07

Corruzione al Cefpas, l'atto d'accusa: «L’intera gestione  piegata agli interessi economici e personali del deputato Gallo Afflitto».

Sono in totale 12 gli indagati per la presunta corruzione che si è registrata al Cefpas di Caltanissetta. Questa mattina agenti della Squadra Mobile hanno bussato alla loro porta per sequestrare materiale informatico. Secondo l’accusa la corruzione si è verificata lo scorso anno. Esattamente lo scorso 9 ottobre quando l’ex direttore del Cefpas di Caltanissetta, Roberto Sanfilippo, ha dato incarico a Domenico Reina, il fratello del cardinale Baldo Reina, il vicario di Leone XIV a Roma. Secondo l'accusa Reina avrebbe ricevuto un incarico di 128mila euro per la realizzazione della biblioteca digitale. Servizio affidato in forma diretta per il fratello dell'alto prelato non avesse “pregresse esperienze nell’ambito delle reti di documentazione multimediale” e a detta dello stesso Sanfilippo “del tutto inidoneo a ricoprire qualsivoglia ruolo”.

Secondo l’accusa Roberto Sanfilippo attraverso le nomine indicate dal deputato regionale Gallo Afflitto si sarebbe garantito la nomina al vertice dell’ente regionale che si occupa della formazione del personale sanitario. Un accordo sotto banco ufficialmente tramutato in atti amministrativi favorevoli al rappresentate all’Ars di Forza Italia. L’accordo tra Sanfilippo e Gallo Afflitto è andato avanti tanto che – secondo i pm di Caltanissetta – «l’intera gestione del Cefpas è stata piegata agli interessi economici e personali del deputato forzista di Forza Italia». Per la procura un ruolo determinante nel rapporto tra politica e direzione della struttura l’avrebbe svolto Gioacchino Pontillo ritenuto la “longa manus” di Gallo Afflitto

Pontillo indicato come esperto giuridico amministrativo al Cefpas avrebbe fatto da ponte tanto che dalle investigazioni emerge che il suo incarico sarebbe stato studiato a tavolino non sono con l’ex direttore Sanfilippo ma anche da Vincenzo Raitano, amico fedele di Pontillo. Lo stesso Raitano emerge che era era anche componente della commissione esaminatrice.

Il “caso Capdieci”

Secondo quanto ricostruito dalla squadra mobile di Caltanissetta ci sarebbe stato un altro patto corruttivo dietro alla nomina di Giuseppe Capodieci, oggi al vertice dell’Asp di Agrigento, quale vertice del settore sanitario dell’ente.

Il patto

Un “pactum sceleris” è avvenuto per la stipula dell’accordo quadro tra il Cefpas e l’Asp di Agrigento per “soddisfare – c’è scritto nell’atto di accusa – il soddisfacimento dell’interesse personale della moglie del deputato, cioè Simona Sinatra” che essendo assunta al Cefpas è stata trasferita all’Asp di Agrigento.