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La ragazza palermitana

La morte di Sofia Barillà, la rabbia della famiglia: "Basta teorie, complotti e leoni da tastiera"

Rientro in Sicilia martedì 9 giugno della salma di Sofia Barillà, morta in Portogallo per una presunta ischemia fulminante: la famiglia accusa l'assicurazione del Politecnico di Milano, paga il rimpatrio e minaccia vie legali; sui social scoppiano polemiche e teorie complottiste, la zia Fiorella chiede rispetto.

04 Giugno 2026, 12:32

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Chi era Sofia Barillà, la studentessa palermitana trovata morta in Portogallo

Sofia Barillà

Dovrebbe rientrare in Sicilia martedì 9 giugno la salma di Sofia Barillà, la giovane ragazza palermitana di 20 anni morta in Portogallo in seguito a una presunta ischemia fulminante mentre si trovava in erasmus. A farlo sapere è la zia attraverso un lungo messaggio diffuso per i molti amici della studentessa di Design. "Il ritardo del rimpatrio di mia nipote - denuncia la zia - è dovuto principalmente all’inefficienza dell’assicurazione stipulata dal Politecnico di Milano per gli studenti che partecipano al programma Erasmus". Adesso la famiglia si è mossa autonomamente per riportare il corpo di Sofia a casa: "Nonostante le pressioni esercitate dal Consolato fino a ieri pomeriggio nulla era stato fatto da Europe Assistance. La famiglia ha così deciso di procedere in modo autonomo riuscendo già a prenotare un posto per Sofia su un aereo cargo giovedì 11, pagando tutto a proprie spese e riservandosi di adire le vie legali nei confronti dell’assicurazione".

La notizia della morte della giovane Sofia ha fatto il giro dei social, scatenando non poche polemiche. Assieme ai molti utenti che hanno mandato un messaggio di cordoglio alla famiglia c’era anche chi ha preferito imbastire teorie del complotto, associando la morte improvvisa della ragazza al vaccino contro il Covid-19 o a un ipotetico suicidio. Sulla questione si è espressa la zia Fiorella, con la quale Sofia aveva un rapporto materno: "Ai leoni da tastiera che parlano di complotti, di riesame dell’autopsia, di danni dovuti ai vaccini, di suicidi e non so che altro dico solo una cosa: non abbiamo bisogno di questo! Non abbiamo bisogno di leggere queste cose! I messaggi di affetto consolano ma il resto no".