Paternò
Accoglienza stagionali: si cerca un’alternativa all’ex Albergo Sicilia
Dopo i dissensi di città e commissari, al vaglio il recupero dell'ex falegnameria o moduli provvisori a Sferro e al Parco Primavera
La lotta al caporalato, l’emersione dal lavoro nero o comunque irregolare in agricoltura, si compie non solo con attività di indagine contro datori di lavoro senza scrupoli. L’altra faccia della medaglia, per riuscire a raggiungere l’obiettivo, è rappresentata dagli stessi lavoratori, spesso abbandonati a loro stessi a cominciare dalle difficoltà nel trovare alloggi idonei.
Basta guardare alla situazione che si vive a Paternò per capire. La realtà regala una fotografia simile alla gran parte dei territori dove il lavoratore straniero in campagna è una forza indispensabile, ma è costretto a vivere ai margini della società. Niente casa, solo alloggi di fortuna (se così può essere definito un accampamento senza luce né acqua), in una terra straniera dove non si conosce neanche la lingua. In questo contesto diventare lavoratori sfruttati, appare quasi normale.
Per cambiare volto al sistema, partendo dall’accoglienza, da tempo in Prefettura a Catania si lavora per cancellare il campo di “Ciappe Bianche” e garantire ai lavoratori stagionali condizioni di vita più dignitose.
Il nodo della questione da anni resta sempre e solo uno. Dove si può creare una struttura idonea ad ospitarli? Chi la gestirà?
Da qualche settimana la questione è diventata argomento di primo piano, dopo che l’associazione “Penelope”, che a Paternò gestisce il progetto “Supreme 2”, ha proposto l’ex albergo Sicilia come struttura da destinare a centro per l’accoglienza degli stranieri. Tanti i no arrivati da parte della città, tra questi quello dell’associazione “Paternò che” e anche i commissari straordinari hanno espresso il loro dissenso alla proposta.
Da qui la decisione di “Penelope” di convocare le realtà del volontariato del territorio per affrontare la questione. Giuseppe Bucalo, dell’associazione “Penelope”, ha evidenziato che l’idea di poter destinare l’ex albergo Sicilia è solo una proposta messa sul tavolo e che si è aperti a tutte le altre ipotesi possibili che possano trovare concordi la città e le Istituzioni che stanno lavorando su questo fronte. In testa la Prefettura di Catania, con il prefetto Pietro Signoriello che ha deciso di spostare il tavolo di concertazione proprio su Paternò, perché, come ha evidenziato il prefetto, la priorità è contrastare il caporalato, garantire dignità ai lavoratori, cancellando nel contempo “Ciappe Bianche”.
Diverse le ipotesi: tra queste si guarda all’ex falegnameria di via Verga, struttura eventualmente da recuperare, ma anche all’area del Parco Primavera, sempre su via Verga, o ancora, l’area di Sferro. Determinante è la concertazione tra le parti e quanto verrà deciso in Prefettura. In questi ultimi due casi, verrebbero installati alloggi provvisori.