La sentenza
Discriminazione ai danni di un minore: il Comune di Tortorici condannato per il taglio delle ore del Pei
Il Tribunale di Patti accerta discriminazione indiretta: l'Ente deve ripristinare le ore di assistenza previste dal Pei, ma ancora non ottempera
Il Comune di Tortorici ha agito in maniera discriminatoria nei confronti di un minore con disabilità. Questo è quanto certificato da una sentenza emessa dal Tribunale di Patti.
La vicenda riguarda un alunno affetto da gravi patologie, per il quale il Piano educativo individualizzato (Pei), redatto dal Gruppo di lavoro operativo, aveva stabilito la necessità di garantire al minore un supporto strutturato, quantificato in 34 ore settimanali di assistenza per l'autonomia e la comunicazione e 40 ore settimanali di assistenza da parte di un operatore socio-sanitario.
Nonostante la chiarezza del piano, il Comune ha attivato il servizio di assistenza per sole 10 ore e quello di OSS per sole 5 ore, arrivando persino a interrompere quest'ultimo nel corso dell'anno scolastico.
Per questo la madre del ragazzo ha citato in giudizio il Comune nebroideo. La giudice, Rosalia Russo Femminella ha accolto il ricorso della famiglia con formula piena, ichiarando la condotta dell'ente come una discriminazione indiretta ai sensi della Legge 67/2006.
Il Tribunale ha quindi ordinato l'immediata cessazione del comportamento illecito e il ripristino del monte ore originario. Il giudice ha ribadito che il Pei è un atto vincolante e che i vincoli di bilancio non possono in alcun modo condizionare l'erogazione di diritti costituzionali incomprimibili.
Ma nulla è cambiato: «Nonostante la decisione del tribunale, ad oggi il Comune di Tortorici si rifiuta ancora di ottemperare alla sentenza» rimarca l'avvocata Mariachiara Garacci, che ha assistito la madre del minore, col supporto di Mavi Sindoni, delegata regionale di Aca Sicilia.