Comune di Palermo
Rendiconto, riecco lo spettro del commissariamento del Consiglio ma la Ragioneria «è in dissesto»: manca il personale
Ennesima corsa contro il tempo per i documenti finanziari
Ci risiamo: diffida. Rendiconto o resa dei conti, il film è sempre quello - il ritardo sui documenti finanziari - nel sequel del rischio concreto di un nuovo commissariamento, dopo quello disinnescato solo qualche giorno fa sul bilancio di previsione. Di mercoledì, la nota con la quale il segretario generale Raimondo Liotta informa la presidenza del consiglio comunale: «L’assessorato regionale delle Autonomie locali ha inoltrato formale diffida nei confronti dei Comuni che abbiano omesso o ritardato l’approvazione del rendiconto di gestione 2025, ritardo suscettibile di determinare una presunzione di inadempienza. Trascorsi 30 giorni decorrenti dal 03/06/2026 senza che sia stato approvato l’atto, l’assessorato procederà alla nomina del commissario ad acta per l’esercizio dei poteri sostitutivi».
La minaccia della perdita dei poteri del Consiglio fu messa nero su bianco fin dall’allerta sul previsionale, con la storia - pubblicata da La Sicilia un mese fa - del dirigente esperto nella redazione degli atti, che ha preso tre anni di aspettativa per aprire un ristorantino in un arcipelago dell’Atlantico. Cima di iceberg, per quanto gustosa: la sensazione è che il rischio di non farcela sia grosso. Fresca la risposta del direttore generale Eugenio Ceglia a Basile su una nota di due dirigenti superstiti che lamentano il «dissesto funzionale» della Ragioneria per carenza di personale. A quella del dirigente-chef, infatti, si sono aggiunte altre due defezioni.
Il dg auspica «la migliore utilizzazione dei cinque pari ruolo assegnati dal primo gennaio 2026», un’unità delle quali “prestata” proprio da Ceglia a Basile, «pur nella gravissima, paradossale situazione in cui versa l’ufficio del direttore generale, privo di alcuna unità con competenze contabili». Ceglia conclude assicurando a Basile «l’imminente messa a bando della posizione organizzativa da lei richiesta».