il litorale
Palermo, l’attesa del popolo delle cabine in una Mondello senza Italo Belga, tra società impegnata con i lavori e spiaggia libera
La stagione balneare ancora ai nastri di partenza
Alla fine hanno vinto tutti, tranne chi vuole una cabina. Nella lunga battaglia per Mondello che si è sviluppata nel corso dell'ultimo inverno il fronte divideva chi tifava per avere una spiaggia completamente libera e chi invece voleva che continuasse la gestione Italo Belga, con i suoi spazi e servizi e soprattutto con le capannine di legno in cui andarsi a cambiare. Dopo un provvedimento di revoca, bandi per dividere in tredici lotti la spiaggia e ricorsi alla giustizia amministrativa, la concessione è rimasta in mano a Italo Belga, che ha ancora diritto a gestirla. Solo che a causa dei ritardi la spiaggia è ancora libera, con i bagnanti che possono entrare, piazzarsi dove vogliono e non sborsare un euro. Italo Belga ha avuto la sua concessione, i bagnanti hanno avuto la loro spiaggia libera.
Si tratta naturalmente di un paradosso, che non durerà. In tempi normali Italo Belga sarebbe stata già pronta dal primo maggio, iniziando a preparare la spiaggia fin da gennaio e predisponendo attrezzature e personale nel corso dell'inverno. Solo che quest'anno la società ha dovuto aspettare i tempi della giustizia amministrativa, che hanno definito tutta la vicenda il 21 maggio assegnando la gestione all'antica concessionaria. Un ritardo che a catena si è riverberato sulle operazioni per sistemare la spiaggia, con le autorizzazioni per il mezzo meccanico arrivate appena la scorsa settimana e la campagna assunzioni iniziata in maggio.
Il risultato è che i lavori per aprire i lidi vanno a rilento. Il primo spazio dovrebbe aprire nel corso di questo fine settimana, ma a preoccupare di più gli utenti di Mondello, quelli che nella guerra per la concessione tifavano per Italo Belga e quindi in teoria avrebbero vinto, è l'assenza delle cabine sulla spiaggia. Tanto che nei tanti gruppi dedicati a Mondello sui social network è nato un tam tam di ex abbonati e persone interessate a noleggiare una cabina, una voglia di capanna e ombrellone che si esprime attraverso foto di capanne con la didascalia nostalgica «Quando?», o più prosaiche richieste di notizie. Fino al timore, espresso da alcuni utenti, che le cabine saranno meno degli anni passati.
Un desiderio così alto, quello di cabine, che diventa anche caccia a trovare le agognate tessere che consentono l'utilizzo, con decine di richieste di ottenerne una. Ma che si sta anche trasformando in nervosismo man mano che l'estate entra nel vivo e che i potenziali clienti pretendono da Italo Belga risposte che invece non arrivano. Se infatti sui gruppi social si arriccia il naso davanti alla spiaggia sempre più invasa dai «barbari» e si documenta con puntiglio ogni bottiglietta abbandonata, ci sono anche quelli che adombrano un tempo eccessivo per il montaggio delle capanne. Per le quali la società, a detta dei potenziali utenti, starebbe impiegando ben troppo tempo, privilegiando invece ombrelloni e sdraio.
Prova a mettere una pezza l'ufficio vendite della società, con una mail in cui contatta gli abbonati: «Cari amici - si legge - stiamo lavorando, seppur con grave ritardo, all'organizzazione della stagione 2026. Non ci è stato consentito di intervenire sui danni causati dalla devastante mareggiata del ciclone Harry, nonché da quella successiva, nei tempi e nelle modalità appropriate. Il nostro lavoro è stato reso molto più difficile, ma restiamo ottimisti»