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Le carte

Cefpas, comincia la caccia al “libro mastro” di Sanfilippo che fa tremare le poltrone dei politici siciliani

Il "papello" delle assunzioni: il dossier segreto dell'ex manager potrebbe svelare favori politici e milioni ai "soliti noti"

05 Giugno 2026, 05:44

08:29

Per il Cefpas di Caltanissetta Schifani non scoglie la riserva, proroga breve per Sanfilippo

 

È caccia aperta al “libro mastro” delle assunzioni che Roberto Sanfilippo, già direttore del Cefpas di Caltanissetta, ha realizzato. Un dossier in cui l’ex manager ha realizzato nel tempo perché in quegli otre sette ettari di area - tra l’ospedale Sant’Elia e gli uffici della direzione dell’Asp nissena - ogni anno sfilano milioni di euro. Che vanno a finire nelle tasche dei “soliti noti”, coloro i quali grazie agli sponsor politici sono riusciti ad entrare nel grande meccanismo dell’ente. Tutti con contratto di collaborazione, relazioni di stilare ogni fine mese e subito dopo ecco la determina di pagamento. Un copione di cui Roberto Sanfilippo sarebbe stato colui il quale dava l’ultimo star bene. Del “papello” Sanfilippo ne parla con la moglie durante un momento di sfogo dopo l’ennesima denuncia della Cgil sulle assunzioni fatte al Cefpas: «Non ti preoccupare, ho fatto un dossier e l’ho chiuso in cassaforte».

E il “papello” ieri gli agenti della Mobile lo hanno cercato nel momento in cui hanno bussato alla porta di casa dell’ex manager della sanità pubblica che era stato tanto vicino all’ex assessore regionale alla Salute Ruggero Razza prima e a Schifani dopo. Ma la nomina di Schifani è avvenuta dopo che lo stesso Sanfilippo si è buttato tra le braccia protettrici di Forza Italia, esattamente del deputato Riccardo Gallo Afflitto che lo ha sponsorizzato. Un deputato agrigentino e amico intimo del presidente. Un cambio repentino del “padrino politico” per un uomo sempre vicino ad esponenti di Alleanza Nazionale. Il curriculum di Sanfilippo ne è la dimostrazione. Dal 2008 al 2013, quando a Catania era sindaco Raffaele Stancanelli con il Popolo della Libertà, venne nominato esperto-capo di gabinetto. E dal 2008 al 2011 ha presieduto anche l’agenzia di sviluppo e di promozione del territorio di Catania mentre era anche commissario liquidatore (dal 2009 al 2013) della società Sviluppo patrimonio srl sempre nel capoluogo etneo.

Con i nuovo “padrino politico”, cioè Gallo, l’accordo sarebbe stato chiaro: l’ex manager doveva ottemperare alle desiderata del deputato forzista attraverso assunzioni, affidamento di servizi, lavori e accordi tra strutture pubbliche per favorire l’avvicinamento ad Agrigento della moglie Simona Sinatra. Tante desiderata tutte ottemperate dall’ex manager a cui è scaduto il mandato dopo un rinnovo di un mese. Un palliativo prima di dare un nome politico di chi avrebbe dovuto gestire l’ente di formazione. La Regione ha temporeggiato per nominare il suo successore ed ora che l’inchiesta ha scoperchiato il vaso di pandora dei milioni di euro spesi per accontentare i politici siciliani ha nominato Gianluigi Amico, dirigente regionale e segretario della giunta regionale. Un ritorno per lui, che è di San Cataldo, nell’ente regionale per la formazione permanente e l'aggiornamento del personale del servizio sanitario dove aveva lavorato per diverso tempo. Chi conosce Amico parla di un uomo integerrimo nel lavoro e riservato nella vita privata. L’uomo perfetto per Schifani che sta facendo i conti con una maggioranza in cui l’elenco degli indagati per corruzione continua a crescere. E con l’avviso a comparire davanti al gip c’è chi torna a tremare. Come nel caso dei tanti deputati all’Ars che hanno piazzato all’interno dell’ente cognati, fidanzati dei figli e autisti personali. È successo con Onofrio Magno, autista personale di Michele Mancuso. Non è avvenuto - ma è stato promesso - per Calogero “Carlo” Alongi, l’autista di Riccardo Gallo Afflitto.