Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
5 giugno 2026 - Aggiornato alle 22:34
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

corte d'appello

Algoritmo mobilità docenti, sentenza storica: spetta al Ministero provare che il sistema ha funzionato

Ribaltato il riparto dell'onere della prova in favore dei lavoratori. Gli avvocati: "Scardinata l'opacità dei software ministeriali"

05 Giugno 2026, 12:42

12:51

Piano di dimensionamento svuota le scuole di Catania: 19 istituti in meno, 110 cattedre tagliate e dispersione al 25%

Dieci anni di esilio forzato lontano da casa per colpa di un algoritmo impazzito, poi la parola fine scritta dai giudici. Una docente agrigentina della scuola primaria ha vinto la sua battaglia legale contro il ministero dell'Istruzione e del Merito: la Corte d'Appello di Palermo, Sezione lavoro, uniformandosi alla Cassazione, ha sancito un principio che rivoluziona il comparto scuola. Se il sistema informatico dei trasferimenti sbaglia, non è il lavoratore a dover dimostrare il bug del software.

La vicenda risale al piano straordinario di mobilità 2016/2017. La docente era stata superata da colleghi con punteggio inferiore, vedendosi negata la cattedra ad Agrigento nonostante la presenza di posti vacanti. Dopo un iter tortuoso, la sentenza del 14 maggio 2026 ristabilisce la Costituzione: la mobilità è un adempimento contrattuale. Al dipendente basta dimostrare che i posti c'erano; spetta al ministero l'onere di provare la correttezza delle assegnazioni gestite dalla macchina.

Soddisfatti i legali della donna, gli avvocati Giuseppe Limblici e Francesca Palumbo: “Viene definitivamente scardinato l'assunto ministeriale che pretendeva di scaricare sui docenti le opacità dei sistemi informatici. Il datore di lavoro pubblico è il custode della procedura”. Il ministero è stato condannato a trasferire immediatamente la maestra in provincia di Agrigento.