La rissa di Toarmina
Convalidato il fermo per due ragazzi di Messina, che hanno dato la loro versione dei fatti
Il ragazzo alla guida ha raccontato di essersi lanciato sul gruppo per difendere l'amico a terra, picchiato da una quindicina di ragazzi
Convalidato il fermo per i due ragazzi messinesi di 24 e 25 anni, V. P. e M.A.. I due ragazzi sono stati interrogati stamattina dal gip del Tribunale di Messina, Salvatore Pugliese. Entrambi hanno ribadito la versione già data al pm, Fabrizio Monaco, che ieri ha chiesto il fermo per i due. Secondo la ricostruzione dei due giovani, un gruppo di catanesi, di circa 15 persone, stava avventandosi su V. P., il 24enne, e per questo M.A. si sarebbe scagliato con la macchina su di loro: “Il mio amico era a terra mentre lo riempivano di botte”, ha raccontato al giudice il 25enne M.A.. Un modo, dunque, per difendere l'amico, per questo avrebbe preso la macchina e si sarebbe scagliato contro di loro. Al termine degli interrogatori il gip si è preso solo qualche ora per decidere e nel pomeriggio, intorno alle 17, ha convalidato il fermo per entrambi. I due ragazzi restano dunque in carcere, mentre proseguono le indagini per individuare il gruppo di catanesi. Al lavoro la procura di Messina, guidata da Antonio D'Amico.
I due ragazzi sono difesi da Salvatore Silvestro, che è il legale di M.A., e da Giovanni Caroè e Tommaso Calderone, entrambi legali di V. P.