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sanità

Il piano anti Ebola della Regione inviato alle aziende sanitarie: mascherine, isolamento, numeri e centri di riferimento

Il rischio d'infezione in Italia è basso, ma il ministero ha diramato un'ordinanza che ieri l'assessorato ha trasformato in una nota urgente. Indicati anche i posti letto di Malattie infettive

05 Giugno 2026, 20:56

21:00

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Premessa: il rischio di infezione da ebola in Italia è considerato basso. Ma nei giorni scorsi il ministero della Salute ha emanato un'ordinanza indirizzata a tutte le Regioni per fornire le indicazioni operative, sotto il profilo della massima precauzione, necessarie davanti a eventuali casi sospetti. E anche la Sicilia, naturalmente, ha messo in moto la macchina per prepararsi, nel principio di massima precauzione.

Chi deve fare cosa, in che termini, chi sono i riferimenti sul territorio, quali le strutture ospedaliere centrali. Tutto messo nero su bianco con un obiettivo chiaro: evitare di affrontare una eventuale emergenza - di cui al momento non ci sono campanelli d'allarme in Italia, né tantomeno sull'Isola - con la stessa impreparazione con cui si è andati incontro al Covid. Ieri Giacomo Scalzo, direttore del Dipartimento per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico, d'intesa con l'assessore regionale alla Salute Marcello Caruso, ha inviato una nota urgentissima a tutte le aziende sanitarie dell'Isola, alle centrali operative del 118 e ai dirigenti dello stesso assessorato regionale. 

L'ordinanza del ministero arriva a seguito della dichiarazione di emergenza di salute pubblica di rilevanza internazionale diramata dall'Organizzazione mondiale della sanità lo scorso 16 maggio, a causa del focolaio di virus Ebola nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda. Chiunque faccia ingresso in Italia provenendo, direttamente o indirettamente, da questi due Paesi, o vi sia passato nei 21 giorni precedenti l’ingresso nel nostro Paese, deve sottostare alle misure che l'ordinanza illustra. Chi si trova in una di queste condizioni ha l'obbligo di autosegnalarsi.

A chi? Qui inizia il ruolo delle Asp, in particolare dei responsabili dei Servizi di Epidemiologia dei Dipartimenti di Prevenzione. Sono loro che devono ricevere le segnalazioni e per questo «devono urgentemente attivare un numero di telefono dedicato a tale attività attivo h24 e fornire l’indirizzo mail a cui devono essere inoltrate le autosegnalazioni». I dati raccolti andranno registrati, entro 24 ore, sul sistema di sorveglianza nazionale Premal. 

A chi si autosegnala devono essere fornite «informazioni chiare, comprensibili e, se necessario, multilingue su: segni e sintomi dell'Ebola; modalità di automonitoraggio e misurazione della temperatura corporea; necessità di autoisolarsi immediatamente in caso di sintomi; necessità di non recarsi autonomamente in pronto soccorso, ambulatori o studi medici senza preventiva comunicazione all'autorità sanitaria; numeri e recapiti da contattare in caso di sintomi o dubbi; modalità per identificare una stanza idonea all'isolamento temporaneo, preferibilmente con bagno dedicato; obbligo di comunicare preventivamente eventuali spostamenti fuori dal territorio di competenza durante il periodo di osservazione». 

Spetta sempre ai servizi di Epidemiologia delle Asp «provvedere entro 24 ore alla valutazione del soggetto ed alla indagine epidemiologica anche mediante contatto telefonico, videochiamata o altro mezzo idoneo, ed effettuare sorveglianza attiva h24 in presenza di paziente, anche se sospetto e proveniente da zone a basso rischio».

Come si definisce un caso sospetto di Ebola? Sulla base di due criteri, ricorda il ministero. Se presenta febbre superiore a 38,6°C e almeno uno tra cefalea, vomito, diarrea, dolore addominale, emorragie, insufficienza multiorgano (criterio clinico). E se nei 21 giorni precedenti l'insorgenza dei sintomi ha soggiornato in un'area interessata dal focolaio, o se è stato in contatto con un caso probabile o confermato di virus (criterio epidemiologico). C'è un terzo criterio che dà la certezza, quello di laboratorio: cioè la conferma diagnostica che in Italia è di competenza esclusiva dell'IRCCS Spallanzani di Roma e dell’IRCCS Sacco di Milano.

Per la Sicilia lo Spallanzani è individuato come centro anche per i riferimenti clinici e per quanto concerne le attività di ricovero in biocontenimento e gli accertamenti diagnostici virologici. L'assessorato ha individuato il referente clinico regionale per l'ebola nel professore Antonio Cascio, direttore di Malattie Infettive e Tropicali al Policlinico di Palermo. Dovrà garantire il proprio supporto clinico specialistico h24.

Altro capitolo riguarda i dispositivi di protezione individuale di terza categoria, cioè le famose mascherine FFP3, guanti, visiere, camici, tute. La Regione obbliga i direttori generali delle Asp a verificarne «con immediatezza e senza indugio, la disponibilità, le loro scadenze, le modalità di conservazione e le loro condizioni» ed eventualmente «provvedere al nuovo e congruo approvvigionamento sia per il personale del Dipartimento di Prevenzione, Servizio di Epidemiologia, che per tutto il personale medico ed infermieristico e autisti soccorritori delle ambulanze del 118». Stessa indicazione ai direttori di tutte le aziende sanitarie «per il personale dei Pronto Soccorso e per tutto il personale medico ed infermieristico con particolare riferimento a quello delle Malattie Infettive e dei Servizi Diagnostici».

A proposito delle unità di Malattie infettive, la Regione allega una scheda con quelle che, nei vari territori, devono fungere «da supporto specialistico ai dipartimenti di Prevenzione-Servizi Epidemiologia per la valutazione clinico-epidemiologica dei soggetti che sviluppino sintomi durante il periodo di automonitoraggio, sorveglianza sanitaria o isolamento fiduciario». La provincia di Caltanissetta ha 24 posti letto divisi tra gli ospedali del capoluogo e di Gela; Catania ne ha 56 tra Asp (12 a Caltagirone), Cannizzaro (14), Garibaldi (20), San Marco (20); venti posti letto sono all'ospedale di Enna; 34 a Messina tra Asp (10 a Barcellona), Papardo (12) e Policlinico (12); la provincia di Palermo ne conta 62 tra Civico (24), Cervello (20), Policlinico (18), nessun posto letto negli ospedali a gestione Asp; 12 sono attivi all'ospedale di Modica per la provincia di Ragusa; altrettanti all'ospedale di Siracusa e 6 in quello di Marsala per il Trapanese. Nessun posto letto di Malattie infettive idoneo nell'Agrigentino, dove l'ospedale di riferimento sarebbe quello di Ribera. In totale sono 236, di cui però solo 135 a pressione negativa, cioè completamente isolati. Mentre per i casi pediatrici c'è un unico riferimento regionale: l'ospedale dei Bambini di Palermo con 20 posti. 

Anche i direttori delle quattro centrali operative del 118 sono chiamati a verificare la dotazione dei dispositivi di protezione e delle barelle di alto biocontenimento sia per il trasporto su gomma che per il traporto aereo. Nella speranza di non doverla mai mettere alla prova, la macchina si è messa in moto.