lavori
Chiusa la Statale 114 tra Fiumefreddo e Calatabiano, disagi e proteste. Appello per sospendere i pedaggi sulla A18
I lavori sul ponte Minissale costringono alla chiusura un tratto della Orientale sicula. Il sindaco di Fiumefreddo e il movimento Sud chiama Nord chiedono alla Regione di intervenire
A pochi giorni dall’avvio del cantiere per il rifacimento del ponte sul torrente Minissale e della conseguente interdizione della Strada Statale 114 “Orientale Sicula”, si registrano già pesanti ripercussioni sulla viabilità del comprensorio ionico-etneo.
Il sindaco di Fiumefreddo di Sicilia, Angelo Torrisi, ha trasmesso una nota ufficiale alla Prefettura di Catania, all'Anas e alla Città Metropolitana di Catania chiedendo interventi urgenti e un coordinamento straordinario tra tutti i soggetti coinvolti. La chiusura totale del tratto della SS 114 compreso tra il km 57+450 e il km 57+850, necessaria per consentire la ricostruzione del ponte Minissale, sta infatti generando disagi significativi alla circolazione, interrompendo uno dei principali assi di collegamento tra Fiumefreddo di Sicilia e Calatabiano.
Secondo il primo cittadino, i timori manifestati alla vigilia dell’apertura del cantiere si sono puntualmente concretizzati: rallentamenti prolungati, lunghe code e difficoltà per pendolari, residenti e operatori economici caratterizzano sin dai primi giorni la mobilità locale.
Particolarmente critica risulta la situazione sulle direttrici alternative: tutto il flusso veicolare è stato dirottato sulla Strada Provinciale 186, sulla SP 188 e sulla SS 120, infrastrutture che, a giudizio del Comune, non sarebbero dimensionate per assorbire i volumi attuali. Le limitazioni in vigore lungo la SP 186 — limite di velocità a 30 chilometri orari, divieti di sosta e di sorpasso — pur motivate da esigenze di sicurezza, allungano i tempi di percorrenza e favoriscono congestioni nei nodi più sensibili della rete.
Non meno rilevante l’impatto sull’autotrasporto: il divieto di transito sulle strade provinciali per i mezzi oltre 3,5 tonnellate costringe gli operatori a utilizzare l’autostrada A18, con inevitabili aggravi dovuti ai pedaggi. Tra le preoccupazioni dell’amministrazione figura anche il rischio che gli ingorghi lungo le vie alternative possano rallentare gli interventi dei mezzi di soccorso, compromettendo la tempestività delle emergenze.
Per fronteggiare la situazione, il sindaco Torrisi ha avanzato alcune richieste. In primis l’istituzione, sotto il coordinamento della Prefettura di Catania, di un tavolo tecnico permanente con Anas, Città Metropolitana e i Comuni interessati, al fine di monitorare in modo continuo l’evoluzione del quadro.

Tra le proposte figurano inoltre la valutazione di misure per accelerare l’esecuzione dei lavori sul ponte Minissale, il potenziamento della manutenzione e della vigilanza lungo le provinciali utilizzate come percorsi alternativi e l’avvio di un confronto con il Consorzio per le Autostrade Siciliane per ottenere agevolazioni o esenzioni dai pedaggi a beneficio di residenti, pendolari e autotrasportatori costretti a percorrere l’A18.
“È necessario un intervento tempestivo e coordinato – sottolinea il sindaco Torrisi – per tutelare la sicurezza pubblica, garantire la mobilità dei cittadini e limitare i danni economici che questa situazione sta già causando al territorio”. La richiesta passa ora al vaglio degli enti competenti, chiamati a individuare soluzioni concrete per attenuare gli effetti di un’opera ritenuta indispensabile ma che sta già mettendo a dura prova la circolazione dell’intero comprensorio.
Sulla necessità di sospendere i pedaggi autostradali interviene anche il movimento Sud Chiama Nord, che annuncia di volere chiedere al governo Schifani di stanziare, con la prima manovra finanziaria utile, le risorse necessarie a garantire la gratuità del pedaggio autostradale per i residenti dei Comuni interessati, con particolare riferimento ai caselli di Fiumefreddo di Sicilia, Giardini Naxos e Taormina.
“Siamo pienamente consapevoli dell’importanza di questi lavori e non mettiamo in discussione la necessità di intervenire sul Ponte Minissale per garantire la sicurezza della circolazione – dichiara Davide Vasta, commissario provinciale di Catania di Sud Chiama Nord – Tuttavia non possiamo accettare che il prezzo di questa scelta ricada sui cittadini. Se una strada strategica viene chiusa per motivi di pubblica utilità, è dovere delle istituzioni individuare strumenti che evitino ulteriori aggravi economici per chi quotidianamente deve spostarsi per lavoro, studio o esigenze familiari”.
