Palermo
“Straordinari” da restituire, il Comune all’incasso ma i vigili non ci stanno: «Una trappola»
Inviate le intimazioni ma desta malcontento la modalità di pagamento, attraverso bonifici volontari
Si passa all’incasso delle «somme indebitamente percepite» dai vigili urbani per i servizi aggiuntivi sulla dotazione ministeriale per il 2024. La bussata è del comandante Angelo Colucciello, un fruscio di carta ma fragorosa, nelle lettere che intimano formalmente, «entro 30 giorni», la restituzione. Ennesimo episodio di una vicenda che - come documentato da La Sicilia - è costata il mese scorso un’altra bussata, l’invito a dedurre su un ipotizzato danno erariale di 763mila euro da parte della Procura generale della Corte dei conti al sindaco Roberto Lagalla, allo stesso comandante, all’assessore del Personale Dario Falzone e al prefetto Massimo Mariani.
Colucciello inizia dunque a mandare le missive di «recupero e costituzione in mora» facendo sostanzialmente riferimento alle indicazioni impartite dal ragioniere generale Bohuslav Basile sull’ampiamente bacchettato progetto «Sicurezza Urbana-Contrasto alla Mala Movida e Riqualificazione delle Aree Degradate», compresa la possibilità di rateizzare fino a cinque mesi importi fino a 500 euro, fino a un anno pendenze tra i 501 e i duemila euro, fino a 18 mesi i salassi superiori a duemila euro.
Le somme da far rientrare arrivano nel complesso a 274.187,70 euro. Pro quota, i vigili che aderirono al progetto, hanno già ovviamente versato l’Irpef sul percepito. L’ultima goccia, però, è l’indicazione di un Iban bancario per i versamenti, in luogo della trattenuta diretta in busta paga, dell’intero oppure delle eventuali rate.
Un centinaio, è noto, pensarono subito al ricorso al giudice del lavoro e le indiscrezioni dalle scrivania delle difese parlano senza mezzi termini di «trappolone». In sostanza, molti pareri raccolti dai vigili prendono in considerazione l’ipotesi che la scelta dello strumento del versamento volontario, come argomenta un legale, sia pensata «per costruire una difesa blindata in vista di un potenziale ricorso al giudice del lavoro». Il corollario: «La protezione dei dirigenti». Insomma - ne sono convinti molti vigili che preferiscono l’anonimato - «una trattenuta unilaterale in busta paga è un provvedimento amministrativo, bersaglio perfetto per l’impugnativa, a differenza del versamento volontario e magari ripetuto, con eventuale firma su un piano di rientro». In parole povere, i vigili temono che il versamento, magari di frequenza periodica, integri acquiescenza e, dunque, riconoscimento del debito.