L'intervento
Il cardinale Baldassare Reina estraneo al caso Cefpas: «Nessun patto, tutto è avvenuto alle sue spalle»
Il legale ne ribadisce la totale estraneità e l’assenza di prove in una storia giudiziaria che coinvolge il fratello
Il cardinale Baldassare Reina non risulta indagato né formalmente coinvolto nel procedimento penale a Caltanissetta per la storia del Cefpas. «È del tutto estraneo ai fatti oggetto di indagine e, secondo la stessa ipotesi accusatoria, sarebbe all’oscuro dell’operato del fratello e delle intenzioni dei suoi interlocutori».
La precisazione arriva dall'avvocato Pier Luigi Cappello del foro di Agrigento in relazione a un articolo che, dando conto della vicenda, indica espressamente Domenico Reina come fratello del cardinale, elemento certamente vero ma ritenuto irrilevante ai fini della notizia. Dai documenti giudiziari non emergerebbe in alcun modo l’iscrizione del cardinale nel registro degli indagati, né perquisizioni a suo carico, né la sussistenza di un pactum sceleris che lo coinvolga direttamente o indirettamente. Ogni riferimento a lui contenuto negli atti, si sottolinea, attiene esclusivamente a valutazioni o intenzioni di terzi, non sostenute da alcun accordo o patto con lo stesso Reina.
Anche secondo l’impostazione accusatoria, comunque, il cardinale risulterebbe completamente all’oscuro dell’operato del fratello e delle intenzioni dei suoi interlocutori. Il presunto disegno ricostruito dagli inquirenti sarebbe quindi riconducibile a una iniziativa altrui, priva di un’intesa preventiva con il prelato e qualificabile, nella sostanza, come una mera captatio benevolentiae. La posizione espressa mira dunque a ribadire un punto preciso: non vi sarebbe alcun elemento, né processuale né sostanziale, che consenta di attribuire al cardinale Baldassare Reina una responsabilità, neppure morale, nella vicenda.