l'inchiesta
Cefpas, l’ente-tomba della meritocrazia: «Ha un curriculum di m... ma prendila»
Nel cerchio magico del deputato anche una donna impegnata «nei servizi d’accompagnamento». Le carte della Procura di Caltanissetta
«Vi è una Sicilia “babba”, cioè mite, fino a sembrare stupida; una Sicilia “sperta”, cioè furba, dedita alle più utilitarie pratiche della violenza e della frode». Leggendo le carte della corruzione al Cefpas di Caltanissetta le parole di Gesualdo Bufalino scritte quarant’anni fa diventano di un’attualità dirompente. Quella Sicilia “sperta” sembra ancora esistere e resistere. Mentre la meritocrazia è lasciata in panchina. Quando dovrebbe essere il cuore pulsante dell’isola.
Il deputato regionale Riccardo Gallo Afflitto avrebbe approfittato della spasmodica ambizione di Roberto Sanfilippo a voler rimanere attaccato alla poltrona di direttore del Cefpas per poter garantire nomine, consulenze e assunzioni a parenti, amici e amiche. «Solo Gesù può fare il miracolo», diceva l’ex manager dando un appellativo sacro al politico agrigentino. Fra le raccomandate di Gallo ci sarebbe stata anche chi - per ammissione dello stesso deputato Ars - non avrebbe avuto le competenze necessarie. «Ha un curriculum di m...» ma ti offriamo la consulenza lo stesso, avrebbe detto Gallo a Sanfilippo in presenza della candidata inadeguata, inconsapevole di essere sotto intercettazione. La frase incriminata è da collegare a una delle consulenze erogate da Sanfilippo su indicazione dell’esponente di Forza Italia al fine di ottenere il suo voto per il rinnovo dell’incarico all’ente di formazione sanitaria. L’ex direttore del Cefpas «offriva, unitamente a Gallo Afflitto, un incarico di consulenza per l’importo di 10.000 euro» a una donna, precisando «che non sarebbe stato necessario l’effettivo svolgimento della relativa prestazione lavorativa», a condizione che «effettuasse “servizi di accompagnamento” in favore del deputato regionale».
La lista dei favori concessi senza guardare meriti e cultura sarebbe stata lunga secondo i pm di Caltanissetta che chiedono al gip Santi Bologna di emettere una misura cautelare in carcere nei confronti di Sanfilippo e Gallo. La decisione però arriverà dopo l’interrogatorio preventivo fissato per giovedì prossimo.
Riflettori accesi su parentopoli e amicopoli, dunque. Sanfilippo è più efficiente di un’agenzia interinale: assegna consulenze e incarichi con una facilità disarmante. L’importante è che la richiesta arrivasse dall’influente Gallo Afflitto. Il manager, infatti, assegnava quattro consulenze a Simona Sinatra, moglie del deputato, con la promessa poi di assumerla a tempo indeterminato. Un incarico professionale sarebbe stato elargito pure alla figlia di un dipendente dell’Asp di Agrigento. E a una dirigente avvocata sempre dell’azienda sanitaria della Valle dei Templi l’ex direttore del Cefpas avrebbe promesso la partecipazione a un corso da manager. Un incarico all’ente di formazione sarebbe stato garantito anche al direttore di una concessionaria d’auto di Palermo. Lo scopo sarebbe stato quello di favorire Gallo Afflitto nella compravendita di una macchina. E nel sistema di favori sarebbe rientrata anche una donna, che sarebbe stata vicina a un uomo a sua volta legato a un avvocato che sarebbe stato creditore del deputato agrigentino per aver difeso la moglie in una causa civile. Una matrioska di clientele e nepotismo che i due indagati dovranno ben spiegare a giudice e investigatori.