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«Una colata di cemento nel fossato del Castello Ursino», ma in realtà si sta ricostruendo un vecchio casotto
Una foto pubblicata dalla Lungomare Liberato ha generato un acceso dibattito in cui sono intervenuti, per fare chiarezza, anche il sindaco Trantino e il dirigente Di Caro
Una colata di cemento in una porzione del fossato del Castello Ursino. La foto segnalazione pubblicata dalla pagina Facebook Lungomare Liberato ha scatenato un acceso dibattito sul tipo di intervento in corso, che presto ha trovato risposta nelle parole che, sulla stessa pagina, hanno scritto il sindaco Enrico Trantino e il dirigente della direzione Cultura del Comune, Paolo di Caro.
«Una colata di cemento sul fossato con le lave del 1669 che circondano il castello Ursino! Un nostro lettore ci manda questa foto chiedendoci cosa hanno intenzione di fare... e ce lo chiediamo anche noi che da tempo sogniamo il fossato come un luogo sempre fruibile e pieno di verde per portare frescura all'intera piazza». È questo il post che accompagna la foto. «Quest'intervento - si legge - invece sembra andare nella direzione totalmente opposta... oltre a snaturare la bellezza del Castello e del suo fossato. Comunque è assurdo venire a sapere di colate di cemento in un sito simile solo a fatto avvenuto».
Passano circa trenta minuti e, tra i vari commenti (per lo più indignati), arriva quello del dirigente Paolo Di Caro. «La lavorazione - spiega - è parte del progetto regolarmente autorizzato dalla Soprintendenza e quella porzione del fossato era già abbondantemente antropizzata. In quel punto esisteva un vecchio casotto, molto brutto, con all’interno parte degli impianti tecnologici del Castello. É stato demolito perché vecchio e pericolante; come da progetto verrà ricostruito in maniera meno invasiva (rivestito in corten e non in cemento armato come in passato), sempre per contenere i necessari impianti tecnologici al servizio del maniero. Le lave tutelate non sono neppure sfiorate, ovviamente. Quella che si vede - conclude - è una base che consente la lavorazione per ricostruire il casotto tecnico (ripeto, già esistente da decenni) e la parte eccedente di quello che si vede verrà eliminata a fine lavorazione. Il fossato visitabile e delimitato dalle lave della colata del 1669 e dalle Mura di Carlo V è dalla parte diametralmente opposta». Ancora qualche minuto e anche il sindaco Trantino interviene solo per rilanciare la spiegazione del suo dirigente.
I lavori oggetto della foto, dunque, fanno parte del maxi intervento da 4 milioni di euro, partito a marzo e che dovrebbe essere completato entro il 2027. Motivo per cui il Castello Ursino è chiuso dallo scorso 7 febbraio e lo sarà per tutta la prima fase dei lavori. Alcune opere sono state trasferite nella vicina Pinacoteca, dove è possibile visitarle. Il progetto di riqualificazione complessiva prevede il rifacimento completo degli impianti, la realizzazione di un nuovo ascensore per il collegamento e una migliore fruizione dei vari livelli del museo, il rifacimento del tetto e la relativa coibentazione, l'ampliamento dell'area espositiva sino ai depositi che saranno spostati e resi visitabili nel vicino complesso di Santa Chiara.
Nel fossato, dove si sta ricostruendo il casotto per i servizi tecnici, si è già intervenuti nei mesi scorsi con un altro progetto da 90mila euro grazie al quale è stato adeguato l’impianto di illuminazione esterna e ripristinato i corpi illuminanti presenti nel fossato e nella facciata.
Più di recente la Regione siciliana ha annunciato, all'interno di un vasto pacchetto di interventi su siti culturali sparsi per la Sicilia, un finanziamento per il Castello Ursino. In realtà non è un nuovo finanziamento, ma lo stesso alla base dei lavori attualmente in corso. La novità sta nella fonte da cui le risorse vengono attinte: si è passati dal Patto per Catania ai fondi Fsc 2021-2027.
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