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L'intervista

Dua Lipa, parla Salvo Piparo: «Tolleriamo i violenti, ma poi litighiamo per un matrimonio»

Il "cuntista", grande conoscitore della città: "Perché cercano Palermo? Per la sua selvaggia autenticità"

07 Giugno 2026, 06:15

06:20

Dua Lipa, parla Salvo Piparo: «Tolleriamo i violenti, ma poi litighiamo per un matrimonio»

«Non ci si può indignare per la concessione di spazi pubblici per un evento privato e tacere sulla violenza». Il matrimonio di Dua Lipa a Palermo ha acceso polemiche. Ne abbiamo parlato con Salvo Piparo, cantastorie e voce della palermitanità.

Il matrimonio di Dua Lipa ha scatenato diverse polemiche. Come le ha vissute?

«È chiaro che un evento del genere può suscitare opinioni diverse, ma credo che Palermo debba avere la capacità di andare oltre le lamentele. Questi ragazzi hanno scelto la nostra città, generando movimento economico. Fa parte del gioco: ci sono aspetti positivi e altri meno».

Molti hanno contestato l’utilizzo di uno spazio pubblico senza veri interventi di recupero.

«Non è così. Sono stati ristrutturati i vespasiani al piano terra di Palazzo Gangi, per renderli accessibili agli ospiti. Inoltre si parla di un dono alla città. Potrebbe essere un’esibizione durante il Festino di Santa Rosalia».

Quindi troppo rumore per nulla?

«Secondo me sì. Non trasformiamo tutto in uno scontro ideologico. A dire il vero mi sono sembrati perfino dei vip un po’ acerbi. Sembrava quasi una festa paesana. Ma non è questo il punto».

Qual è allora?

«Che attorno a questa vicenda si è costruito un teatrino politico. Ho avuto l’impressione che a molti interessasse poco il matrimonio in sé e molto di più usarlo come pretesto per attaccare. A Palermo ogni discussione finisce per diventare una battaglia politica e si perde di vista la sostanza».

Cosa ha pensato dei manifesti comparsi in città?

«Più che una contestazione agli sposi, mi sono sembrati un messaggio politico. È una dinamica che conosciamo bene: si prende un tema e lo si trasforma in uno strumento di contrapposizione. Ma la domanda dovrebbe essere un’altra: quali sono le vere priorità della città?»

Quali?

«La sicurezza. Palermo sta vivendo una fase delicata. Ci sono episodi che pensavamo di esserci lasciati alle spalle e che invece stanno tornando. Oggi ci troviamo davanti a picciottelli che agiscono senza controllo, spesso alterati dalla droga. Questo fa molta più paura».

Come si reagisce?

«Non possiamo aspettare soltanto le istituzioni. I cittadini devono tornare a partecipare. Vorrei vedere piazze piene contro la violenza. Per questo faccio fatica a comprendere tutta questa indignazione per un matrimonio che porta visibilità e soldi, quando spesso restiamo in silenzio davanti a problemi più gravi».

Come mai Palermo continua ad affascinare i vip?

«Perché conserva qualcosa che altrove si è perso: una selvaggia autenticità».