L’inchiesta
Cefpas: la “mangiugghia” sugli appalti. Così hanno spartito i milioni della Regione
La Sice srl è la ditta che entra nella “corte dei miracoli” senza passare da un bando di gara
Milioni di euro da mamma Regione per gestire un vastissimo patrimonio immobiliare e puntare sull’efficientamento energetico e sulla digitalizzazione. Ventotto milioni, per l’esattezza, per garantire edifici adeguati, acquistare attrezzatura sanitaria e garantire la manutenzione dei 16 edifici distribuiti in oltre 7 ettari d’area. Il tempio del Cefpas a Caltanissetta.
Una pioggia di finanziamenti è finita nelle mani dell’ex manager dell’ente di formazione sanitaria Roberto Sanfilippo, che nel 2023, grazie alla sponsorizzazione di Riccardo Gallo Afflitto, è stato “ripescato” a Palermo dopo un periodo di stasi. Tre anni dopo la sua nomina si scopre che una parte considerevole di quei soldi farebbero parte di un progetto politico-clientelare che il deputato forzista di Agrigento avrebbe sancito con Sanfilippo pur di garantirgli la poltrona alla guida del Cefpas.
L’anno d’oro per l’imprenditore Pietro Tirone di Aragona (che rischia gli arresti domiciliari) è stato il 2024. Tra aggiudicazioni (avvenute l’anno prima), subappalti e lavori da svolgere il bottino agguantato è stato di oltre 7 milioni di euro, di cui poco meno di cinque senza una gara d’appalto pubblica. In cambio - secondo l’ipotesi della procura di Caltanissetta - avrebbe dovuto assumere persone amiche del deputato Gallo e garantire anche un posto a un architetto a lui vicino. L’ente di formazione per il personale sanitario siciliano non è dotato di tecnici per realizzare i progetti, così con la formula dell’Accordo quadro negli uffici di via Mulé si sarebbe trovata la soluzione a tutti i mali. O meglio la strategia per favorire qualcuno. L’appalto da quasi cinque milioni l’imprenditore di Aragona se lo prende grazie a un giochetto molto facile. Niente bando pubblico. Il Cefpas passa in rassegna, tramite “chiamata”, diverse società con la presentazione per l’offerta tecnica e temporale. E come un trucco di magia la società Sice srl ottiene un punteggio sbalorditivo: 84,55 rispetto alle altre società che si sono piazzate sotto 50. L’appalto riguarda la manutenzione ordinaria e straordinaria di tutta la mega struttura per quattro anni. Il contratto scadrà il prossimo anno. Una sorta di garanzia lavorativa che va guardata anche al di là dell’indagine “Corte dei miracoli”, condotta dalla squadra mobile con il coordinamento della procura nissena.
Gli altri lavori (della torta da spartire) sono quelli relativi alla manutenzione dell’immobile ex Cres di Monreale (1 milione e 700 mila euro) e la somma di quasi 500 mila per la sistemazione della pavimentazione e della segnaletica stradale (questa affidata con una determina firmata direttamente dall’ex direttore). Le somme di questi ultimi due lavori sono stati “prelevati” da un altro mega-appalto che era stato aggiudicato alla Valori Scarl, il Consorzio Stabile e al Consorzio Stabile Medil.
Il circolo perfetto della corruzione: da una parte un potente politico che avrebbe accontentato i compagni di partito e anche una parte dell’opposizione e un manager che usava il suo ruolo pubblico per elargire favori allo scopo di mantenere poltrona e poteri.
Gli ultimi sei anni per Sanfilippo sono stati carichi di tensione, con le accuse frequenti della Cgil per le assunzioni sospette e le tante anomalie. «Stiamo lavorando su due nuove direttrici: la prima riguarda una nuova organizzazione dell’ente che passa attraverso una ampia rotazione del personale dipendente che sembrava essersi fossilizzato, e attuando la progettazione, rifunzionalizzazione, manutenzione ordinaria e straordinaria del patrimonio immobiliare che, per come era ridotto, rischiava di andare in rovina». Così diceva l’ex manager al nostro quotidiano nel 2020. I progetti ci sono stati, gli appalti pure ma anche la “manciugghia” di crocettiana memoria.

