Il blitz
Mafia, scattano le manette per gli "eredi" del "carcagnusu": in arresto figli e nipoti, 20 arrestati e un arsenale scoperto in garage
Era un po’ di tempo che non c’era un’indagine contro il clan Mazzei. Almeno contro la famiglia di sangue. Tra le accuse rese note oggi c'è anche un tentato omicidio
Era un po’ di tempo che non c’era un’indagine contro il clan Mazzei. Almeno contro la famiglia di sangue. Oggi la polizia ha arrestato i figli di Nuccio Mazzei “u carcagnusu”, Santo (che porta il nome del nonno-fondatore della cosca) e Matteo. Coinvolta anche la sorella, Simona Mazzei, e i figli di quest’ultima Christian e Filippo Intravaia. In totale sono 20 i destinatari dell’ordinanza emessa dal Gip di Catania.
Le accuse sono a vario titolo di associazione armata, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, con l'aggravante di aver commesso il fatto avvalendosi delle condizioni di assoggettamento e omertà derivanti dall'esistenza sul territorio dell'organizzazione mafiosa clan dei Carcagnusi – famiglia Mazzei – affiliata a Cosa Nostra catanese e al fine di agevolare l'attività dell'associazione medesima, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione di armi da guerra, armi comuni da sparo e armi clandestine, con l'aggravante di aver commesso il fatto avvalendosi delle condizioni di assoggettamento e omertà di cui all'art. 416 bis 1 c.p. e tentato omicidio. Per altri 12 indagati è stato disposto l'interrogatorio preventivo davanti al gip, solo dopo il giudice deciderà se accogliere le richieste di misura avanzate dai pm.
Le indagini, coordinate dalla Dda ed eseguite dalla Squadra Mobile, hanno permesso di ricostruire gli affari criminali dei Mazzei e anche far luce su un tentato omicidio commesso l’estate di due anni fa al viale Bummacaro contro un uomo imparentato con un boss dei Carateddi.
Le indagini, avviate nel dicembre del 2023, hanno riguardato in principio la figura di Filippo Popolo. L’uomo era attivo nella gestione del traffico di cocaina assieme allo zio Renato Dario Gravagna. Un’attività illecita che portava il vessillo del clan Mazzei. Filippo Popolo, che è ritenuto un affiliato, avrebbe collaborato con Christian Intravaia Marletta e Matteo Mazzei, entrambi nipoti del padrino Santo Mazzei. Uno degli uomini di fiducia dei Carcagnusi sarebbe Carmelo Grasso, soprannominato Charlie.
I Mazzei si sarebbero specializzati nello spaccio indoor e non su strada, infatti nel corso delle indagini sono state localizzate diverse case di spaccio. I giovani Mazzei hanno continuato a operare nel fortino storico del clan, via Belfiore chiamata “u traforo”. Nel corso delle indagini sono state sequestrate molte armi e diversi chili di sostanze stupefacenti. Inoltre i pm hanno ascoltato le versioni di alcuni collaboratori di giustizia che hanno chiuso il cerchio sugli indagati.
L'arsenale del clan Mazzei

In via Fattorini, a Picanello, all'interno di un garage, gli investigatori hanno trovato il maxi arsenale del clan. Precisamente sono stati sequestrati un fucile d'assalto del tipo Kalashnikov, cal. 7.62x39, matricola -18016 - corredato di 2 serbatoi vuoti; un fucile d'assalto del tipo Kalashnikov, cal. 7.62x39, matricola -120416 - corredato di 5 serbatoi vuoti; un fucile semiautomatico Beretta, cal. 12 con matricola abrasa, canna resecata; un revolver cal. 38 special, privo di segni identificativi, rinvenuto con cinque colpi nel tamburo; un revolver S&W cal. 38 special matricola 56983 con 12 cartucce nastrate attorno alle guancette cal. 38 special; un revolver S&W cal. 38 special matricola 40271; una pistola semiautomatica Beretta cal. 7.65 mm Parabellum matricola A15647X, completa di caricatore vuoto; una pistola semiautomatica Grand Power con matricola abrasa cal. 9 mm parabellum completa di caricatore vuoto; una pistola semiautomatica S&W, matricola 109525, completa di caricatore vuoto; una pistola semiautomatica Grand Power, con matricola abrasa, completa di caricatore vuoto; una pistola semiautomatica CZ cal. 9 mm parabellum, matricola 91946, completa di caricatore vuoto; una pistola semiautomatica cal. 6.35 mm, con matricola abrasa, completa di caricatore vuoto; una pistola mitragliatrice Skorpion cal. 7.65 mm browning, con matricola 15047, completa di due caricatori vuoti; penna pistola cal. 6.35 mm colore ottone; cinque silenziatori vari calibri; nr. 1 serbatoio per calibro 7,65, nonché munizionamento di differente calibro.
Nello stesso box sono stati sequestrati 11 chili di hashish, 48 chili di marijuana e 109 grammi di cocaina. La scorsa primavera è stato arrestato il custode, Salvatore Falletta, detto Cipolla. A casa di quest’ultimo, nel rione San Cristoforo, sono stati rinvenuti e sequestrati due panetti di cocaina, del peso di 2,300 kg e un borsone di armi contenente una pistola tipo Revolver marca Colt, unitamente a 5 cartucce calibro 38 Special; un fucile semiautomatico avente matricola KP371265, munito di relativo caricatore contenente 30 cartucce calibro 7.29x39; una pistola mitragliatrice Skorpion, avente matricola B9333, munito di relativo caricatore contenente 19 cartucce calibro 7.65; un Kalashnikov privo di segni distintivi, munito di relativo caricatore 43 cartucce riportanti sul fondello la scritta GFL 45. Nel luogo di residenza invece sono stati rinvenuti e sequestrati ulteriori 7 panetti di cocaina, identici per confezionamento a quelli sequestrati nel domicilio, del peso di kg 8,052.
I rapporti con gli altri clan
Dalle indagini è emerso che i Mazzei avrebbero contatti per gli affari illeciti con Paternò.