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il blitz

Smantellata la rete internazionale dei trafficanti di uomini: 10 indagati dopo i 120 migranti sbarcati a Pantelleria

Viaggi organizzati dalla Tunisia fino in provincia di Trapani, pagamenti di 2.500–3.000 euro, uso di hawala e traversate pericolose con feriti

08 Giugno 2026, 11:20

11:30

Smantellata la rete internazionale dei trafficanti di uomini: 10 indagati dopo i 120 migranti sbarcati a Pantelleria

All’alba di oggi la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di misure cautelari personali nei confronti di dieci persone, tutte di origine tunisina, emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Genova su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo.

L’operazione è stata condotta dagli agenti del Servizio centrale operativo e dalla Squadra mobile di Genova.

Sei indagati sono stati sottoposti alla custodia cautelare in carcere; per altri tre è scattato l’obbligo di dimora nel Comune di Genova e per un ulteriore soggetto l’obbligo di dimora nel Comune di Trapani.

Secondo l’ipotesi accusatoria, sei dei destinatari del provvedimento farebbero parte di un’associazione per delinquere finalizzata a favorire l’ingresso illegale in Italia di cittadini tunisini.

Il gruppo avrebbe curato ogni fase dei viaggi: dalla ricerca delle imbarcazioni e dei conducenti alla selezione dei passeggeri, fino al trasferimento dalle aree di origine alle coste tunisine in prossimità della partenza.

Ai migranti sarebbero stati forniti alloggi temporanei in attesa di riunire tutti i selezionati e di condizioni meteo-marine favorevoli, oltre ad assistenza in caso di respingimento.

Per ogni traversata, sarebbero stati richiesti pagamenti in dinari tunisini equivalenti a importi compresi tra 2.500 e 3.000 euro.

Le indagini, che hanno preso avvio dopo lo sbarco del 15 marzo 2024 di 25 persone intercettate su un gommone al largo di Pantelleria, hanno documentato quattro episodi di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina tra marzo 2024 e febbraio 2025, con oltre 120 cittadini tunisini radunati in punti di raccolta in Tunisia, poi imbarcati e sbarcati sull’isola.

Nel periodo precedente alla partenza, ai migranti sarebbe stato impedito di uscire e sarebbero stati ritirati i telefoni cellulari, nel tentativo di eludere la localizzazione da parte delle autorità.

Gli inquirenti hanno inoltre rilevato condizioni di viaggio particolarmente rischiose: le traversate avvenivano su gommoni e, in un caso, la fuoriuscita di carburante da taniche a bordo ha provocato ustioni a sette persone, tra cui una dodicenne, poi sottoposte a cure mediche all’arrivo.

Determinanti, nella fase iniziale dell’inchiesta, le dichiarazioni fornite agli operatori della Squadra mobile di Trapani da uno dei migranti sbarcati a Pantelleria, che hanno permesso di acquisire elementi sugli organizzatori delle rotte dalla Tunisia.

La competenza territoriale è stata radicata a Genova poiché nel capoluogo ligure sarebbero state svolte attività di finanziamento, predisposizione di mezzi e risorse, nonché la pianificazione operativa dei trasferimenti verso l’Italia.

Si procede, inoltre, nei confronti di uno degli indagati per l’ipotesi di abusiva prestazione di servizi di pagamento: secondo gli investigatori, avrebbe offerto in modo stabile e organizzato un servizio di raccolta, cambio e trasferimento di denaro in Italia e all’estero attraverso transazioni fiduciarie non tracciabili e non soggette ai tassi ufficiali, mediante il sistema denominato “hawala”.

Le autorità hanno diffuso le informazioni in quanto ritenute di interesse pubblico, alla luce delle dinamiche organizzate di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e dell’ingresso irregolare di cittadini extracomunitari nel territorio nazionale.