Taormina
Troppo caos, è allarme sicurezza nella baia di Isolabella
Il presidente dell’associazione Serapide denuncia il mancato rispetto delle regole e assieme a Patrimonio Sicilia rilancia l'idea di istituire un ticket d'ingresso all'isolotto
La stagione turistica è appena decollata, ma nella baia di Isolabella è già caos. A lanciare un duro grido d’allarme è Daniel Carnabuci, presidente dell'Associazione “Serapide”, che fotografa una situazione di totale anarchia nello specchio acqueo antistante la spiaggia più iconica della costa taorminese.
Una riserva naturale teoricamente blindata da vincoli ambientali e paesaggistici, ma che nei fatti si starebbe trasformando in una terra di nessuno. Secondo l’esponente ambientalista, sotto gli occhi di residenti e visitatori verrebbe violato quotidianamente un numero impressionante di norme. Nel mirino ci sono le infrazioni al codice della navigazione e il mancato rispetto delle ordinanze sindacali e della Guardia costiera, emesse proprio per garantire l’incolumità pubblica. Le accuse sono pesanti: imbarcazioni a motore che sfrecciano liberamente a ridosso della riva e tra i bagnanti, ancoraggio selvaggio senza alcun controllo e persino sospetti episodi di pesca di frodo.
«Come mai, a stagione già avviata, non sono state ancora posizionate le boe e i corridoi di lancio che delimitano la navigazione e le aree di balneazione?», si chiede provocatoriamente Carnabuci, puntando il dito contro un paradosso normativo.
Il sito è infatti formalmente presidiato da una pluralità di enti pubblici e forze dell’ordine, ma la frammentazione delle competenze sembra tradursi in una paralisi operativa che cancella la legalità.
Al fianco dell’associazione “Serapide” si schiera anche “Patrimonio Sicilia”. Il presidente Eddy Tronchet ricorda come da tempo si batta per una reale svolta istituzionale: il nodo cruciale resta il fatto che Isolabella sia protetta solo a livello terrestre. Manca l’istituzione di una vera riserva marina, un vuoto normativo che priva lo specchio di mare di tutele speciali e risorse per la vigilanza. Tra le soluzioni sul tavolo per frenare l’overtourism e finanziare i controlli, le associazioni rilanciano la necessità di istituire un ticket d’ingresso per l’accesso all’isolotto. In assenza di interventi urgenti e della posa delle barriere galleggianti, l’incolumità dei bagnanti e l’ecosistema di uno dei luoghi più belli del mondo resteranno seriamente a rischio.