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Palermo e il "museo diffuso": la proposta di gestione dei privati tra Spasimo, Villa Niscemi e il rifugio di Palazzo di Città

Le idee della Fondazione Vie dei Tesori nel progetto di partenariato speciale tra pubblico e privato approvato in giunta

09 Giugno 2026, 06:45

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Palermo e il "museo diffuso": la proposta di gestione dei privati tra Spasimo, Villa Niscemi e il rifugio di Palazzo di Città

Una rete di luoghi culturali con un'infrastruttura omogenea dal punto di vista della promozione e della valorizzazione: il Pspp che sarà discusso dal consiglio comunale comprende, oltre alla Gam, anche altri quattro luoghi simbolici della città. Si tratta della chiesa dello Spasimo, della chiesetta di Sant'Euno alla Magione, di villa Niscemi con il suo agrumeto e di Palazzo di Città con il rifugio antiaereo. Un museo diffuso su cui ha presentato un progetto la Fondazione Vie dei Tesori.

Sul complesso dello Spasimo, diventato sempre più un contenitore di eventi e concerti, la Fondazione punta a riscoprire la vocazione, si legge nel progetto, di «museo di sé stesso» che racconta secoli di storia di Palermo. L'idea è di farlo con visite guidate, attività didattiche, un bookshop e accoglienza turistica. Il nodo è la serie di lavori di restauro che interesseranno lo Spasimo nei prossimi mesi. La Fondazione implementerà un sistema di visite guidate a cantiere aperto trasformando proprio i lavori in un elemento di attrazione. Per non interferire con il cantiere, però, non si svolgeranno eventi fino a novembre 2028.

Poco distante si trova la chiesetta seicentesca di Sant'Euno e Giuliano, secondo sito compreso nel progetto Vie dei Tesori. La chiesa in sé, si legge nel progetto, non ha le potenzialità per diventare un attrattore turistico, ma si punta a creare un effetto traino con lo Spasimo e ad attirare turisti tramite un'installazione multimediale e la creazione di una mostra permanente.

Le attività a Villa Niscemi, sede istituzionale del sindaco, saranno previste per 130 giorni all'anno: la necessità infatti è di conciliarle con le esigenze di rappresentanza dell'amministrazione. Le idee su Villa Niscemi prevedono visite guidate al piano nobile e sopratutto il recupero del mandarineto alle spalle della villa, celebrato nei libri di Fulco di Verdura.

Infine, le visite a Palazzo di Città si ispirano a quello che già succede altrove in Italia, come Palazzo Vecchio a Firenze. A causa dei lavori già in corso le attività nel municipio inizieranno dal 2029, con l'apertura a visite e attività espositive che dovranno mostrare ai cittadini il funzionamento della macchina amministrativa. Nei sotterranei del Palazzo si trova poi il rifugio antiaereo. La Fondazione punta a valorizzarlo come luogo di memoria collettiva tramite visite guidate, teatralizzazioni e rievocazioni storiche della seconda guerra mondiale. L'idea più innovativa è la progettazione di un impianto sonoro che riproduca i suoni, le voci e i bombardamenti della guerra. La Fondazione spera di poter aprire il rifugio in anticipo rispetto ai tre anni di blocco del Palazzo.