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9 giugno 2026 - Aggiornato alle 08:41
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Città metropolitana

Hotel Milocca, bando a vuoto: l’ex Provincia ci ritenta con una gara ribassata

La struttura di Castelbuono chiusa da 15 anni in vendita: pubblicato un nuovo avviso con prezzo ribassato del 25 per cento, poco meno di un milione e 300 mila euro

09 Giugno 2026, 06:00

Ex Provincia, è (di nuovo) qui la festa: pronti 400mila euro per le sagre

Palazzo Comitini

Il primo bando è andato deserto ma la Città metropolitana ci ritenta: pubblicato un nuovo avviso per la dismissione dell’ex hotel Milocca a Castelbuono, prezzo ribassato del 25 per cento, ossia poco meno di un milione e 300 mila euro (a fronte del valore stimato di 1.728.238 previsto in prima battuta). La struttura è chiusa da quindici anni: dopo anni di grande successo, meta di turisti e ospiti del comprensorio, dalla sua chiusura versa in stato di abbandono.

«Grazie all’input del sindaco metropolitano, Roberto Lagalla, vogliamo restituire questo immobile abbandonato a un suo utilizzo fruttifero - dice il direttore generale, Nicola Vernuccio -. Come amministrazione non abbiamo, fra i nostri compiti, la gestione di strutture alberghiere. Dismetterlo significa dare una nuova opportunità a un bene in stato di degrado e, nel contempo, ricavare fondi che saranno investiti per attività peculiari come scuole e strade provinciali». La dismissione dell’hotel Milocca del resto rientra in un piano più ampio con il quale l’ex Provincia vuole entro il 2028 liberarsi di beni non più utilizzati per ricavare fondi da destinare all’edilizia scolastica e alla viabilità secondaria. Quattro piani, oltre al piano terra, per una superficie che supera i 2.500 metri quadrati, a cui si aggiunge il terreno circostante per altri diecimila.

Nella struttura di piano Castagna c’erano 52 camere e tre suite, per un totale di 115 posti letto. Gli spazi comuni erano composti da sala colazione, bar, ristorante, sala convegni e discoteca. E ancora piscina, sala relax, sauna, palestra e persino un campo di bocce. Di proprietà prima della Regione e poi, dal 1992, dell’ex Provincia, la struttura era gestita da una cooperativa che a metà degli anni Ottanta aveva anche ricevuto un importante finanziamento dalla Regione per due miliardi delle vecchie lire. Per l’hotel fu un periodo di grande splendore. Poi nel 2011 la chiusura e gli strascichi giudiziari per i canoni mai pagati e recuperati solo in minima parte. Da allora è diventato un ecomostro, sventrato e vandalizzato. Dopo il primo avviso andato a vuoto, il nuovo bando prevede un ribasso importante, per invogliare eventuali investitori che dovranno farsi carico del recupero dell’immobile. Le manifestazioni di interesse dovranno arrivare a Palazzo Comitini entro il prossimo 6 luglio.