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Case di spaccio e arsenali

Kalashnikov e mitra custoditi da “Cipolla”: «Prendi il borsone e vai»

Le intercettazioni che hanno portato gli investigatori nel covo delle armi del clan Mazzei

09 Giugno 2026, 06:15

06:20

Kalashnikov e mitra custoditi da “Cipolla”: «Prendi il borsone e vai»

Il clan Mazzei avrebbe delegato a Salvatore Falletta "cipolla" la custodia di armi e droga. E il sorvegliante della polveriera infatti è stato arrestato l'anno scorso ed è già stato condannato in primo grado, come raccontato puntualmente da La Sicilia. Fra Picanello e San Cristoforo i poliziotti hanno trovato armi pesanti, kalashnikov e mitra, sufficienti per combattere una guerra.

A tenere in contatto con Falletta è Carmelo Grasso "Charlie", l'uomo di fiducia dei Mazzei per la droga. C'è un momento che il custode dell'arsenale avrebbe bisogno di un favore. «Sto vedendo, io, se ero io al tuo posto, pure che ero morto, che stavo morendo, mi alzavo, per mio fratello Charlie, io, Cipolla, volavo in qualsiasi posto, siccome io non conosco a nessuno di queste cose». La vicenda riguarderebbe un'arma che viene chiamata con il linguaggio in codice. «Ma la macchina nuova si è rotta?», chiede Grasso. Falletta risponde: «Charlie la macchina nuova non è che è nuova, l'ho presa di seconda mano ma è nuova, è 2020, non è che è nuova, ha 4 anni di vita». Il dialogo si sposta sui soldi e Grasso diventa alquanto nervoso: «Motivi di fartela negativa penso non ce ne dovrebbero essere». Ma Falletta replica: «Non lo so, però ti dico una cosa, tu, lei tua moglie, venite a casa mia mangiamo anche la pasta con l'aglio e l'olio, mangiamo sempre, non mi chiedere altre cose mai più! ti prendi quel borsone e te lo porti... te lo puoi portare... se non mi fanno questo favore... entro le cinque voglio una risposta».

Per gli investigatori non ci sono dubbi: «Da quest'ultimo passaggio del dialogo - annota il gip - si evince chiaramente che Falletta custodiva, per conto di Grasso Carmelo, un borsone che, alla luce di quanto emerso successivamente in occasione dell'arresto, conteneva armi e droga».

Per il lavoro di custode delle armi, «Cipolla» sarebbe stato stipendiato a «semanate». Un riferimento che mostrava chiaramente come Falletta fosse inserito nella carta degli stipendi del clan Mazzei ricevendo una retribuzione settimanale per la custodia di armi e droga. Questi dialoghi inoltre permettono ai poliziotti della squadra mobile di scoprire anche che Grasso rifornisce di sostanze stupefacenti anche altri clan mafiosi di Catania. «Peraltro la conversazione di cui sopra avveniva in concomitanza con un rifornimento di droga da parte di Grasso nei confronti di Campisi Giorgio», si legge nell'ordinanza. Campisi è il figlio di Roberto Campisi, boss dei Cursoti Milanesi condannato per gli omicidi commessi l'8 agosto 2020 al viale Grimaldi.