Salute
Il siciliano Giovanni Alongi vince il MioDottore Awards come angiologo più apprezzato d’Italia per la quinta volta
Premiato a Milano, il medico fondatore di Angiocor ha costruito una rete di centri specializzati con 12 professionisti e più di 30.000 pazienti seguiti. Prossima tappa: Roma
C’è un filo che attraversa vent’anni di medicina vascolare e porta sempre allo stesso nome. Il dottor Giovanni Alongi si aggiudica per la quinta volta il MioDottore Awards, il riconoscimento più autorevole nel panorama medico italiano assegnato sulla base delle valutazioni dei pazienti, del profilo professionale e del giudizio espresso dai colleghi specialisti. Un risultato che non stupisce chi conosce il suo percorso, ma che ogni volta ribadisce un primato conquistato sul campo, giorno dopo giorno, paziente dopo paziente.
Agrigentino di origine, Alongi ha dedicato la propria carriera a un obiettivo tanto semplice nella formulazione quanto complesso nella pratica: restituire qualità di vita alle persone che soffrono di patologie venose, trovando ogni volta la soluzione più efficace e meno invasiva possibile. Vene varicose, insufficienza venosa cronica, capillari, patologie della circolazione degli arti inferiori: sono questi i territori clinici in cui si muove con la sicurezza di chi ha trasformato la specializzazione in vocazione. Il suo strumento d’elezione è il Metodo Angiocor®, un protocollo esclusivo che consente di trattare le safene senza intervento chirurgico, anche nei casi più complessi, in regime ambulatoriale e con procedure mini-invasive.
L’innovazione tecnologica è il motore che tiene in moto tutto questo. Il Metodo Angiocor® non è un protocollo statico, ma un sistema in continuo aggiornamento che integra diagnostica avanzata, tecnologie di ultima generazione ed esperienza clinica accumulata nel tempo. Tra le procedure già operative figura la tecnica CLACS per il trattamento dei capillari degli arti inferiori. Nei prossimi anni Angiocor si appresta inoltre a introdurre una nuova tecnologia HIFU di ultima generazione per il trattamento non invasivo delle safene, posizionandosi tra le prime realtà al mondo ad adottarla e confermando una leadership che guarda sempre avanti.
“Ricevere questo premio per la quinta volta mi riempie di orgoglio, soprattutto perché viene dalle persone che abbiamo curato e dai colleghi che stimo”, afferma Alongi. “Patologie come le vene varicose, l’insufficienza venosa e il lipedema non sono solo un problema fisico: incidono sul benessere, sull’autostima, sulla vita di ogni giorno. Per questo il nostro lavoro non si ferma alla tecnica, ma punta a costruire un percorso di cura in cui il paziente si senta ascoltato e supportato in ogni fase”.
A rendere possibile tutto questo è una squadra affiatata e preparata. Angiocor può contare su 12 professionisti, tra cui quattro medici angiologi — il dottor Amoroso, il dottor Cavallaro e il dottor Cervi — cresciuti professionalmente sotto la guida di Alongi e formati secondo gli stessi protocolli clinici. Una coesione che si riflette direttamente sulla qualità delle cure offerte. Alongi porta inoltre questa esperienza sui palcoscenici internazionali, partecipando come relatore ai principali congressi mondiali di flebologia e medicina vascolare.
Accanto alla flebologia, un fronte sempre più rilevante dell’attività di Angiocor riguarda il lipedema, patologia cronica e spesso sottovalutata che colpisce in modo preponderante le donne, causando dolore, gonfiore persistente, pesantezza degli arti e progressive limitazioni nei movimenti. Il centro ha strutturato un percorso multidisciplinare che unisce competenze mediche, supporto nutrizionale, tecnologie avanzate e indicazioni sul cambiamento dello stile di vita, diventando uno dei punti di riferimento italiani in questo ambito in forte espansione.
Cinque premi, una rete in crescita, una tecnologia all’avanguardia e migliaia di pazienti che ogni anno scelgono Angiocor: la storia del dottor Giovanni Alongi è quella di un medico che ha trasformato una passione clinica in un progetto capace di cambiare il modo in cui l’Italia cura le sue vene.