il caso
Raid incendiari a Palermo, le reazioni di politica e i sindacati dopo gli attacchi a Tommaso Natale e Vergine Maria
Il sindaco Lagalla: «La solidarietà non basta più, ora un intervento straordinario dello Stato»
Palermo si risveglia sotto lo scacco del racket, e la reazione del mondo politico e sindacale non si fa attendere. Nella notte appena trascorsa, due gravi roghi hanno colpito altrettante attività commerciali: l'incendio del portone della pizzeria "Ulisse" in piazza Rossi, a Tommaso Natale, e il rogo che ha distrutto la struttura in legno di un chiosco sulla spiaggia di Vergine Maria. Eventi drammatici che confermano una pericolosa escalation estorsiva nella periferia nord della città e che hanno innescato prese di posizione durissime.
Sull'accaduto arriva il commento del sindaco Roberto Lagalla: «Le nuove intimidazioni che hanno colpito attività commerciali della nostra città, dalla pizzeria "Ulisse" al chiosco di Vergine Maria, fino ai numerosi episodi registrati nelle ultime settimane tra Sferracavallo, Isola delle Femmine e Capaci, impongono una riflessione seria e una risposta immediata».
«Esprimo la mia più sincera solidarietà - prosegue il sindaco - ai commercianti, agli imprenditori e ai lavoratori che stanno subendo atti vigliacchi e inaccettabili. Palermo è al loro fianco e non lascerà soli coloro che ogni giorno investono, creano occupazione e contribuiscono alla crescita economica e sociale del territorio. Ma oggi dobbiamo avere il coraggio di dire che la solidarietà, da sola, non basta più».
«Non possiamo limitarci - dice ancora Lagalla - a commentare ogni nuovo episodio con parole di vicinanza per poi assistere, pochi giorni dopo, a un'altra intimidazione, a un altro incendio, a un altro segnale di violenza rivolto contro chi lavora onestamente. Siamo di fronte a una sequenza preoccupante di fatti che rischia di alimentare paura, sfiducia e rassegnazione. Per questo è necessario un intervento straordinario dello Stato. Palermo è una città che ha saputo ribellarsi alla mafia e alla cultura dell'intimidazione. Non permetteremo che chi pensa di poter condizionare la vita economica e sociale della nostra comunità trovi spazio o consenso. Le istituzioni devono dare una risposta unitaria, determinata e all'altezza della gravità del momento».
«Ai commercianti colpiti - conclude Lagalla - rinnovo la vicinanza dell'amministrazione comunale. A chi tenta di seminare paura diciamo con chiarezza che Palermo non arretra e che lo Stato deve dimostrare, con i fatti, di essere più forte di qualsiasi minaccia».
Cgil, Filcams, Cisl, Fisascat, Uil e UilTucs esprimono in un documento unitario la «profonda condanna per i gravi e vili atti intimidatori» che nelle ultime settimane hanno colpito le attività commerciali della nostra provincia con particolare riferimento all' incendio appiccato davanti alla pizzeria Ulisse in piazza Rossi a Tommaso Natale e al rogo che ha distrutto la struttura in legno di un chiosco sulla spiaggia di Vergine Maria. I segretari Mario Ridulfo, Giuseppe Aiello, Federica Badami, Stefano Spitalieri, Luisella Lionti, Ignazio Baudo e Ida Saja sottolineano: «Questi episodi, che seguono le numerose minacce e danneggiamenti registrati nelle scorse settimane, rappresentano un attacco alla legalità, al lavoro e alla dignità di chi ogni giorno si impegna per offrire servizi e opportunità ai cittadini».
Le sigle sindacali, offrendo massima solidarietà a titolari e dipendenti, richiamano le istituzioni al proprio dovere: «È indispensabile che le istituzioni locali e nazionali intervengano con urgenza per garantire sicurezza, adottare misure di protezione e contrastare in modo deciso il fenomeno delle estorsioni e delle intimidazioni. Siamo pronti a sostenere le vittime con ogni iniziativa utile e a chiedere misure di tutela per lavoratori e imprenditori che subiscono intimidazioni. Il lavoro onesto non può essere messo sotto ricatto».
Tra le reazioni della politica c'è quella del Partito Democratico, con una nota congiunta firmata dal segretario regionale Anthony Barbagallo e dal deputato alla Camera Peppe Provenzano, entrambi componenti della commissione nazionale antimafia. «Un mese dopo l’intimidazione con bottiglia incendiaria, stanotte hanno dato fuoco al portone della pizzeria Ulisse, a Tommaso Natale - spiegano i due esponenti Dem - il racket ha rialzato la testa a Palermo. Siamo di fronte ad una vera e propria sfida non solo alle istituzioni ma anche alla società civile che sta subendo intimidazioni, attentati e danneggiamenti».
Barbagallo e Provenzano, che hanno già depositato un'interrogazione al ministro dell'Interno, chiedono un cambio di passo immediato: «Una escalation di violenza di fronte alla quale occorre che l’intera cittadinanza si mobiliti per rispedire al mittente tentativi inaccettabili contro cui, dall’altro lato, ci aspettiamo un risposta certa e forte da parte dello Stato che non può limitarsi soltanto alle videocamere di sorveglianza e alle zone rosse. Servono più uomini per le forze dell’ordine e una maggiore presenza dello Stato nelle strade, a tutela delle persone oneste».
Anche i vertici di Fratelli d'Italia intervengono per chiedere un potenziamento dei controlli. «Non possiamo più tollerare gli atti intimidatori nei confronti dei commercianti palermitani - dichiarano in una nota il senatore e coordinatore provinciale Raoul Russo e l’assessore comunale alla Cultura Antonio Rini - quelli avvenuti nella notte ai danni della pizzeria Ulisse e del chiosco sulla spiaggia di Vergine Maria rappresentano l’ennesimo segnale preoccupante che va condannato con la massima fermezza. Ribadiamo ancora una volta che la mafia non l’avrà vinta».
Russo e Rini invocano una strategia ad ampio raggio: «Chiediamo un maggiore presidio delle forze dell’ordine nelle aree maggiormente esposte ai fenomeni criminali, affinché commercianti e cittadini possano sentirsi tutelati e svolgere serenamente le proprie attività. Abbiamo, però, la consapevolezza che questo, da solo, non basta. Serve una risposta corale da parte di tutte le istituzioni, delle associazioni di categoria e delle organizzazioni sindacali. Il momento è complesso e Palermo deve saper reagire. Lo ha già fatto in passato, ribellandosi alla cultura mafiosa, e non si può consentire che episodi del genere alimentino paura e insicurezza».