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la storia

Una gara di solidarietà per rifornire d’acqua la mamma di via Roma

I cittadini di S. Giovanni La Punta “armati” di bidoni e taniche hanno fatto la spola per riempire le vasche a secco da 21 giorni: sul posto anche un’autobotte inviata dal sindaco Brancato

09 Giugno 2026, 19:30

Una gara di solidarietà per rifornire d’acqua la mamma di via Roma

Una storia di profondo disagio, ma anche di straordinaria umanità e civismo, quella che arriva da via Roma. Per ben tre settimane, una signora residente nella centrale strada cittadina ha dovuto fare i conti con i rubinetti completamente a secco.

Una situazione già di per sé insostenibile per chiunque, ma diventata drammatica e insostenibile a causa della presenza in casa di un figlio disabile. Per ventuno lunghissimi giorni, la donna si è trovata nell’impossibilità persino di garantire le più elementari norme igieniche e di lavare il proprio bambino, sprofondando in un isolamento interrotto solo dalla disperazione.

La svolta è arrivata, grazie a un meraviglioso effetto domino partito proprio da una segnalazione intercorsa con il nostro giornale. Nel corso della giornata di lunedì, la consigliera comunale Antonella Riccobene aveva acceso i riflettori su questa grave vicenda, denunciando pubblicamente un fatto che non poteva più restare confinato tra le mura domestiche.

La macchina istituzionale e quella della cittadinanza si sono attivate in contemporanea. Il sindaco, Mario Brancato, insieme al comandante della polizia locale, Massimo Palesi, si è recato sul posto attivando immediatamente le procedure di verifica. I controlli sul contatore dell’abitazione hanno confermato che l’erogazione teorica risulta regolare. Il vero problema tecnico, purtroppo frequente in queste zone, risiede nella pressione: l’acqua della rete pubblica non riesce semplicemente a salire fino al piano in cui abita la famiglia. Ed è qui che il cuore della comunità ha fatto la differenza.

Subito dopo la pubblicazione del nostro articolo, il passaparola si è fatto incessante. Tantissimi cittadini hanno risposto “presente” all’appello e, in maniera del tutto spontanea, hanno iniziato a contattare la consigliera Riccobene per capire come rendersi utili. Nel giro di poche ore si è formata una vera e propria rete di volontariato: armati di bidoni, taniche e tanta buona volontà, i residenti hanno fatto la spola per andare a riempire manualmente le vasche della signora.

Un primo, commovente intervento che ha permesso di recapitare a destinazione i primi litri d’acqua. Poco dopo, il sindaco Brancato è ritornato sul posto accompagnando un’autobotte. L’operazione di rifornimento non è stata priva di difficoltà: le vasche di accumulo all’interno dell’appartamento sono posizionate in un punto molto pericoloso e caratterizzato da scarse condizioni di sicurezza.

Per questa ragione, si è reso necessario un intervento speciale: gli operatori della società idrica, utilizzando manovre complesse, sono riusciti a mettere in sicurezza l’area e a riempire totalmente i serbatoi.

È stato un fondamentale intervento tampone, una boccata d’ossigeno vitale che restituisce dignità a una famiglia in difficoltà, ma la parola “fine” su questa storia non è ancora stata scritta.

Per risolvere definitivamente il problema della signora di via Roma è indispensabile che il proprietario dell’immobile si attivi concretamente, applicando le modifiche strutturali necessarie per permettere al flusso idrico di salire dalla strada fino al piano superiore. La vicenda, inoltre, solleva il velo su un problema ben più ampio che sta stringendo il paese in una morsa d’emergenza.

L’acqua manca infatti anche in altre strade del centro abitato. Se la solidarietà dei cittadini e l’impegno dei volontari sono lodevoli, non possono diventare la norma. Adesso la palla passa alla società idrica, a cui si richiede a gran voce un intervento risolutivo e strutturale sulla rete per garantire che il prezioso bene pubblico riesca finalmente ad arrivare, senza distinzioni o deficit di pressione, nelle case di tutti i cittadini.