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palermo e provincia

Controlli a Carini, scoperti otto "furbetti del contatore": denunciati per furto di energia elettrica

I bypass artigianali e gli allacciamenti diretti

10 Giugno 2026, 09:33

09:40

Controlli a Carini, scoperti otto "furbetti del contatore": denunciati per furto di energia elettrica

I Carabinieri della Compagnia di Carini, nell'ambito di un servizio di controllo del territorio finalizzato al contrasto dei reati contro il patrimonio, hanno scoperto e denunciato in stato di libertà otto persone per furto aggravato di energia elettrica. L'operazione è stata condotta dai militari dell'Arma in stretta collaborazione con i tecnici specializzati di E-Distribuzione.

Le verifiche sul campo hanno permesso di portare alla luce diverse condotte illecite, caratterizzate da manomissioni ai sistemi di misurazione attraverso metodologie rudimentali e, al contempo, fortemente pericolose. In particolare, gli investigatori hanno accertato la presenza di bypass artigianali posizionati a monte dei dispositivi o, in alcune circostanze, la totale assenza di misuratori, espedienti utilizzati per alimentare interi domicili mediante innesti diretti alla rete pubblica. I soggetti coinvolti e deferiti all'autorità giudiziaria hanno un'età compresa tra i 30 e gli 80 anni.

Entrando nel dettaglio delle violazioni riscontrate a Carini, i controlli hanno riguardato una donna di 43 anni, originaria di Palermo, che aveva realizzato un allaccio illecito a monte del misuratore, collegandolo direttamente al quadro elettrico della propria casa. Successivamente, gli accertamenti hanno interessato altri sei palermitani, individuati quali eredi del proprietario di un immobile all'interno del quale era stato inserito un bypass irregolare nella presa del dispositivo.

Infine, l'attività dei Carabinieri ha coinvolto un uomo di 44 anni, anch'egli nato a Palermo, volto già noto alle forze dell'ordine per precedenti di polizia e attualmente sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari per reati legati agli stupefacenti. Dalle verifiche tecniche è emerso che l'uomo alimentava interamente la propria abitazione attraverso un innesto diretto alla rete cittadina, in totale assenza di un regolare contatore.