L’inchiesta
Cefpas, l’albo d’oro dei raccomandati. Il sistema: «S’è iscritto anche Gesù...»
E Catanzaro (Pd) precisa: «I nomi dei 75 assunti di Sanfilippo in procura da settimane»
Diventare collaboratore del Cefpas? Un gioco da ragazzi. Bastava registrarsi, inserire i propri dati sul portale (chiamato dagli indagati «l’albo») e presentare la candidatura. Il curriculum vitae era solo una formalità. L’inserimento nel registro (magico) era un passaggio obbligatorio per i molti che aspirano ad entrare nel cerchio dei raccomandati del duo Sanfilippo-Gallo Afflitto. «Falli scrivere tutti chiddri ca sunnu», diceva l’ex manager dell’ente di formazione sanitaria Roberto Sanfilippo al deputato agrigentino (ex forzista) Riccardo Gallo Afflitto. Entrambi domani dovranno presentarsi davanti al gip Santi Bologna e affrontare l’interrogatorio preventivo. La procura ha chiesto al giudice di emettere una misura di custodia cautelare in carcere. Un’istanza pesantissima.
Torniamo al sistema dei segnalati, che grazie alle intercettazioni inserite nelle oltre 1.000 pagine della richiesta della procura è possibile ricostruire in modo plastico. Primo passaggio era l’iscrizione nel famoso albo. «Io devo dare la stampa, non me la sono dimenticata, di tutti gli iscritti. Io ti do la stampa di tutti gli iscritti». Eccolo quindi l’albo d’oro dei raccomandati al Cefpas. E forse è quello il papello che i poliziotti hanno cercato a casa di Sanfilippo quando la settimana scorsa gli hanno notificato decreto di perquisizione e avviso di garanzia.
Quella lista era lo strumento con cui si sarebbe concretizzata la corruzione. Gallo Afflitto chiedeva incarichi e consulenze per parenti, amici e conoscenti e Sanfilippo si assicurava la poltrona per altri tre anni (2023-2026). Un incarico che - come hanno documentato gli investigatori della squadra mobile nissena - gli ha fatto lievitare considerevolmente la dichiarazione dei redditi rispetto al periodo in cui era un libero professionista. «Ho scoperto la pubblica amministrazione e m’addivertu!», diceva (non a caso) Sanfilippo.
Ritorniamo al famoso albo. «Tutti iscritti sono, ti ho fatto scrivere pure a Gesù Cristo dopo ca mu dicisti», è stato il commento del deputato regionale.
In via Mulé a Caltanissetta le carte cambiavano (magicamente) per rispondere alle desiderata di Gallo Sanfilippo, che è arrivato anche a Roma pur di far cambiare la legge «Mille proroghe». Una modifica utile a garantire alla moglie, Simona Sinatra, un contratto a tempo indeterminato nell’ente di formazione. Un taglio ai tempi di applicazione della Legge Madia, cioè quella norma che permette ai precari di avere un contratto a tempo indeterminato.
In questo sistema, studiato a tavolino, la grande assente è sempre una: la meritocrazia. Ma le clientele funzionano così dall’alba dei tempi.
In cima alla graduatoria incriminata spunta Pietro Testaì, l’attuale direttore amministrativo (la squadra Mobile gli ha bussato alla porta per effettuare dei sequestri anche se non risulta indagato) e dopo di lui c’è Sinatra, la moglie di Gallo Afflitto.
Il 17 aprile del 2024 al Cefpas è varato un nuovo regolamento, la consorte del deputato non aveva ancora messo piede nell’ente. Il meccanismo lo conosceva bene anche Gioacchino Pontillo, l’infiltrato al Cefpas di Gallo Afflitto, che per ringraziare una dipendente dell’Asp di Agrigento, che si è fatta in quattro per portare avanti le desiderata del parlamentare, le ha prospettato anche l’iscrizione all’orami famoso «albo». Stessa procedura è stata effettuata per Vincenzo Raitano (anche lui indagato): il click nel portale gli ha aperto la strada per l’incarico dirigenziale.
In questo tanto parlare, però ci sarebbe pure chi millanta. E inventa. E nelle fantasiose chiacchiere è finito pure Michele Catanzaro. «Sono gli altri che parlano di me sul Cefpas», precisa il capogruppo del Pd all’Ars. «Qualche settimana fa, prima di intervenire in aula, sono andato in procura a depositare i documenti delle 75 collaborazioni firmate da Sanfilippo poco prima di andare via. Chiunque può ben controllare gli elenchi degli incarichi. Non c’è nessuno riconducibile a me. Io vado fiero dell’azione che ho condotto a tutela di centinaia di giovani siciliani costretti ad andare via». Del capogruppo Dem ne avrebbe parlato Gallo Afflitto mentre spiegava la sua idea di spartizione delle collaborazioni fra le varie forze politiche per evitare che potesse scoppiare il caso Cefpas all’Ars. La bomba alla fine è scoppiata. Però a Caltanissetta.