la storia
La Sicilia perde la "Perla del Mediterraneo": addio a un simbolo sul mare, via libera alla demolizione
Da emblema della vita mondana degli anni '50 a rudere pericolante, accolse tra gli altri Saragat e Piersanti Mattarella
Il lungomare di Gela perderà uno dei primi stabilimenti balneari sul mare in Sicilia. “La Conchiglia”, aperta nel 1958 e per decenni punto di riferimento mondano, sarà demolita: la Regione Siciliana ha approvato, attraverso il Genio Civile di Caltanissetta, il documento di indirizzo alla progettazione, passo tecnico necessario per avanzare nell'iter. Gli uffici regionali valutano che non ci sono più le condizioni di sicurezza. Lo stanziamento per la demolizione è di poco più di 1 milione di euro. Il Comune di Gela ha dato il proprio assenso mesi prima, su relazioni tecniche che escludono il recupero strutturale. La zona è oggi in riqualificazione generale con fondi ministeriali.
Un simbolo della città: dal 1958 al 1975 “Perla del Mediterraneo”
Per circa vent'anni “La Conchiglia” (originariamente “Perla del Mediterraneo”) ha rappresentato il simbolo di Gela. Fu lo stabilimento balneare che i forestieri ricordano nella loro memoria e il soggetto più rappresentato in cartolina: una cinquantina di vedute. Il locale fu il più frequentato e conosciuto in tutta l'Isola, Grazie a serate canore e danzanti con cantanti e presentatori in voga in Italia, e a eventi culturali come “Il Sileno d'oro”, organizzato in onore di Salvatore Quasimodo (Nobel per la Letteratura 1959) e Emanuele Morselli. Ospitò anche Renato Guttuso, l'editore Mursia e personalità importanti.
Architettura ardita: cemento armato su palafitte nel mare
“La Conchiglia” era un stabilimento in cemento armato con corpo principale e bracci laterali sinuosi, con doppi filari di cabine con oblò (22+22 per braccio). La lunghezza da un capo all'altro dei bracci era 103 metri; dalla battigia al mare si estendeva per 47 metri, con diametro della copertura di 36 metri. Edificato su palafitte in cemento armato (pali tronco-conici di 8 m a nord e 11 m a mare), infissi nella battigia e sul fondale sino alle argille sottostanti. Il progetto, del 1954, considerato ardito e raro, fu realizzato su disegno del geometra Filippo Trobia e degli ing. Salvatore Trobia e Vittorio Dalla Noce. I F.lli Ventura lo realizzarono con spesa di 160 milioni di lire; l'inaugurazione avvenne il 24 giugno 1958.
Degrado, crolli e vincolo rimosso: la storia recente
Il Lido “La Conchiglia” fu centro dell'attività balneare, sede di mostre, sfilate di moda, spettacoli di lotta libera e convegni di uomini politici come Saragat, Nenni, Medici, Mattei, Scelba, Piersanti Mattarella. Ospitò anche re Gustavo di Svezia. Tuttavia, dopo il massiccio inquinamento industriale e l'abbandono dei fruitori, la linea di costa arretrò: furono posati frangiflutti che fermarono l'avanzamento del mare, regredendo la costa di decine di metri. Lo stabilimento rimase interamente sulla sabbia. Il 25 giugno 2007 crollò il braccio di ponente; il proprietario abbatté quello di levante, rendendo la struttura “sbracciata”.
Nel 2009 la Regione Siciliana dichiarò “La Conchiglia” bene culturale, imponendo vincolo rimosso nel 2019. L'assessorato al Territorio e Ambiente inserì la struttura in un bando di concessione a privati, andato deserto. Nel maggio 2020 la Capitaneria di Porto pose sotto sequestro la struttura su ordine del Gip del Tribunale di Gela, per “mancata realizzazione dei lavori necessari per evitare la rovina”. Dirigenti Regione e Comune furono indagati, poi assolti.
Oggi: rudere in attesa di demolizione
Oggi quel che resta del Lido “La Conchiglia” è un rudere in cemento armato, con cedimenti interni ed esterni, riposa nella sabbia all'aperto. Le intemperie e l'usura del tempo cancelleranno le tracce. Il progetto prevede la demolizione per circa 1,0 milioni di euro; la zona è sottoposta a riqualificazione con fondi ministeriali. Non si è riconosciuto che “La Conchiglia” era diventato un simbolo e un bene culturale da salvaguardare.