La sentenza
Il Parco nazionale degli Iblei «entro 180 giorni»: l'ultimatum del Tar al ministero dell'Ambiente
Si estenderebbe in 27 Comuni di tre province: Catania, Siracusa e Ragusa. Italia Nostra «una battaglia portata avanti nel tempo insieme alle realtà locali»
Sei mesi, o meglio: 180 giorni. Questo il tempo dato dal Tar al ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare (Mase) dovrà adottare gli atti necessari alla nascita del parco nazionale degli Iblei, che con 146.735 ettari di estensione è la quarta area protetta di nuova istituzione in Italia. Abbraccia tre province siciliane: Siracusa, Ragusa e Catania coinvolgendo ben 27 comuni.
La sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Sicilia, sezione staccata di Catania, rappresenta un primo passo verso la svolta di «un procedimento avviato quasi venti anni fa». A dirlo è l'associazione Italia nostra, che da anni si batte per la nascita del parco.
«La sentenza - ha detto il presidente nazionale di Italia nostra, Edoardo Croci - conferma che un procedimento previsto dalla legge, sostenuto da un'istruttoria completa e dal parere favorevole dell'Ispra, non poteva restare sospeso. Avevamo chiesto al ministero e alla Regione Siciliana di concludere l'iter, come già avvenuto per il parco nazionale del Matese. Ora il Tar ha tolto ogni alibi per questo ritardo e dato 180 giorni al Mase per procedere con l'avvio del nuovo parco nazionale».
Per l'associazione, si legge in una nota, «si tratta di una svolta importante in una battaglia portata avanti nel tempo insieme alle realtà locali impegnate nella tutela del territorio. La decisione è arrivata a seguito del ricorso promosso dall'ente Fauna siciliana Ets, che ha consentito di riportare al centro una vicenda rimasta a lungo senza conclusione».
«Il futuro parco - spiega Italia nostra - comprende territori di rilevante valore ambientale, paesaggistico, archeologico, storico ed etnoantropologico, oltre a numerosi siti della Rete natura 2000. La sua istituzione potrà garantire una tutela unitaria e favorire uno sviluppo locale fondato sulla valorizzazione del patrimonio culturale e naturale, sull'agricoltura di qualità e sul turismo sostenibile».