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La storia

Nesima: case popolari occupate e da tre anni in attesa di sgombero. Fra spari, omicidi e interrogazioni parlamentari

Nel giro di pochi giorni, all'inizio della primavera del 2023, vengono "invasi" tre appartamenti all'interno della stessa palazzina fino ad allora tranquilla. Da allora tutto è cambiato

11 Giugno 2026, 06:00

06:10

Nesima: case popolari occupate e da tre anni in attesa di sgombero. Fra spari, omicidi e interrogazioni parlamentari

C'è un giorno che allo Iacp di Catania difficilmente dimenticheranno: è il 15 marzo 2023, data che fa un po' da punto di riferimento delle occupazioni irregolari in una palazzina di via Santo Cantone 10, nel quartiere di Nesima. Un immobile di case popolari fino ad allora sempre rimasto fuori dai radar delle preoccupazioni per l'Istituto autonomo che si occupa di abitare sociale. Ma che, da quel primo ingresso abusivo, non ha mai più vissuto giorni tranquilli. Uno degli appartamenti occupati, quello che si trova al secondo piano (e che di recente sarebbe di nuovo oggetto di attenzioni illecite), da allora a oggi, è stato testimone di alcuni dei casi di cronaca più discussi in città: un omicidio, uno sfregio con la benzina e un colpo di pistola partito per sbaglio che ha privato di un occhio una giovane donna. E tutto questo nonostante le denunce, un'interrogazione parlamentare a Roma e i tentativi di sgombero, l'ultimo pochi giorni fa, puntualmente falliti.

Come detto, comincia tutto a marzo di tre anni fa. Nel giro di pochi giorni, in via Santo Cantone si verifica quello che appare come un blitz a opera di persone fra loro legate da amicizie o parentele, anche con altri occupanti di palazzi vicini. «Si chiede, nello spirito di buona collaborazione e per motivi di sicurezza, al fine di adottare provvedimenti urgenti per la salvaguardia dell'interesse collettivo e dei singoli assegnatari, di effettuare dei sopralluoghi», si legge in una lettera scritta proprio alla fine di quel mese dagli uffici dell'Istituto autonomo case popolari di Catania. Destinatari sono il commissariato di Nesima e il questore del capoluogo etneo.

I controlli, effettivamente, ci sono. Nonostante il reato eventualmente ipotizzabile sarebbe quello di «invasione di terreni ed edifici», non esattamente una priorità in una città come Catania. Con buona pace delle denunce delle persone assegnatarie degli immobili, che si ritrovano all'improvviso prive della disponibilità della casa. In una circostanza, l'occupazione avviene abbattendo il muro del bagno ed entrando da lì. Gli antichi assegnatari non mettono più piede negli appartamenti che sarebbero spettati loro, anche - come testimoniato dalle denunce - per paura.

L'omicidio del 2023
In pochi mesi, le forze dell'ordine devono tornare in via Santo Cantone in tutta fretta: il 30 giugno 2023, al secondo piano, un uomo di 27 anni viene ucciso da un colpo di pistola alla testa, un altro di 30 anni viene ferito gravemente e si butta dal balcone per salvarsi (riuscendoci). Qualche giorno dopo si costituisce Giovanni Di Benedetto, compagno e padre dei figli della giovane donna che occupa il secondo piano. L'appartamento, quindi, dopo l'occupazione, è diventato la scena di un altro reato. E viene liberato così.

Lo sfregio con la benzina
Non trascorre nemmeno un anno che arrivano nuovi occupanti. Anche in questo caso comincia a vivere nell'immobile un nucleo familiare con diversi figli minori. La madre è Rosa Alessandra Gennamari, che finirà in carcere pochi mesi dopo: il 26 settembre 2024, intervenendo in una lite tra ragazzine per un fidanzatino conteso, Gennamari avrebbe dato fuoco con un accendino, dopo che era stata cosparsa di benzina da un'altra donna, a una parente di una «rivale» della figlia. La ragazza, all'epoca 26 anni, rimane sfigurata; un'altra ustionata a un braccio. Pochi giorni fa, Gennamari viene condannata in primo grado a nove anni, cinque mesi e 23 giorni di reclusione. Condannata, a una pena di 16 anni e otto mesi, anche l'altra donna protagonista del lancio di liquido infiammabile.

A maggio 2025, a due anni dall'omicidio e a un anno dall'arresto della nuova occupante per la storia della benzina, lo Iacp fa partire un'altra richiesta alle forze dell'ordine: «L'immobile, oggetto di fatti criminosi due anni fa [...], risulterebbe occupato abusivamente, come da varie segnalazioni anonime pervenute presso questo istituto».

Lo sparo all'occhio
Il 20 giugno 2025 in quella casa, effettivamente sempre occupata, vivono fra gli altri un figlio minorenne di Gennamari e la sua giovanissima compagna, di appena 18 anni. Lei è in casa quando un colpo di pistola la raggiunge all'occhio sinistro. Non c'è modo di salvarl o. La prima versione dei fatti fornita agli investigatori è che lei si trovava sul balcone quando era stata raggiunta da un proiettile vagante sparato dalla strada. Ma è una storia che non regge, i carabinieri se ne accorgono. La verità verrà accertata pochi giorni dopo: il ragazzo aveva tra le mani una pistola giocattolo modificata, stava armeggiando con quella quando, per errore, ha sparato alla ragazza, rischiando di ucciderla. In una nota della procura per i Minorenni si legge: il giovane era «noto all'Ufficio per il pregiudicante contesto socio familiare di provenienza e dispersione scolastica».

Il caso finisce alla Camera
Il 29 settembre 2025 la storia di via Santo Cantone a Catania finisce a Roma, dentro a un'interrogazione parlamentare che ha per prima firmataria la deputata del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari, eletta nella circoscrizione Emilia Romagna, componente della commissione Antimafia. Dopo il suo, i nomi di tutti i pentastellati alla Camera, inclusi i deputati siciliani. «Le condizioni di insicurezza e degrado permangono, con frequenti liti violente, uso e spaccio evidente di sostanze stupefacenti, presenza di minori in ambienti pericolosi e un contesto che appare del tutto incompatibile con la finalità degli interventi pubblici finanziati e con la tutela dell'ordine pubblico», si legge nell'interrogazione destinata al ministero dell'Interno. Anche perché, sottolineano i pentastellati, proprio sugli immobili di via Santo Cantone sono stati spesi parecchi soldi pubblici. Di preciso, «oltre 2,17 milioni di euro per la manutenzione straordinaria e l'efficientamento energetico - continuano i deputati - nell'ambito del programma “Sicuro, verde e sociale”, finanziato con risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza e del Piano nazionale complementare».

Nel periodo dell'interrogazione, rimasta senza risposta, l'appartamento al secondo piano era vuoto dopo lo sparo all'occhio della 18enne. Erano pieni, invece, altri due appartamenti occupati nello stesso stabile, al primo piano e al piano terra. In entrambi i casi, coppie con figli. In entrambi i casi, alcuni degli occupanti sono noti alle forze dell'ordine. Uno per furto in abitazione, l'altro coinvolto anni fa in un blitz della Direzione distrettuale antimafia di Roma insieme al fratello della moglie.

Lo sgombero dopo tre anni
Per una delle due coppie lo sgombero dovrebbe avvenire entro novembre di quest'anno. Per l'altra, invece, il primo accesso è avvenuto lo scorso 3 giugno 2026. Nei giorni precedenti, infatti, il Comune di Catania aveva emesso una «ordinanza di esecuzione forzata» nei confronti della donna che, auspicando di ottenere così il diritto di restare nell'immobile, aveva presentato una istanza di «regolarizzazione di occupazione senza titolo». Nel documento comunale si dava tempo alla donna, al coniuge e ai figli (uno da poco maggiorenne, l'altra di 13 anni) fino al 22 maggio per andarsene. Altrimenti, sarebbe avvenuto lo sgombero forzato. Il nucleo, tuttavia, ottiene una proroga di trenta giorni. Al termine dei quali, però, è previsto un altro tentativo di sgombero.

Stavolta, però, con qualche sicurezza in più: alla fine di maggio in prefettura si è decisa l'istituzione di un tavolo tecnico per il coordinamento degli sgomberi. Un modo per garantire che Iacp e municipio non siano lasciati da soli a dovere eseguire provvedimenti in contesti particolarmente a rischio. Le forze dell'ordine dovranno nominare un referente che sieda al tavolo, lo stesso devono fare Comune e Istituto delle case popolari. Tra le aree considerate più delicate è stata inserita via Santo Cantone.