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Tribunale

Mafia di San Giuseppe Jato, in appello tre condanne e un'assoluzione

Appello: la terza sezione condanna Giuseppe Bommarito a 12 anni, assolve Giuseppe Antonio; per Calogero cade l'accusa di mafia e la pena è ridotta a 3 anni con scarcerazione.

10 Giugno 2026, 20:41

20:50

Il tribunale di Palermo

Il tribunale di Palermo

La terza sezione della corte di appello presieduta da Enzo Agata ha condannato per mafia Giuseppe Bommarito a 12 anni di reclusione e il figlio Calogero Bommarito a tre anni che erano stati indagati nel corso di un’operazione antimafia condotta dai carabinieri a San Giuseppe Jato e San Cipirello.

Nel processo stralcio è stato assolto Giuseppe Antonio Bommarito, figlio di Giuseppe e fratello di Calogero, difeso dagli avvocati Emilio Chiarenza e Bartolomeo Parrino, da alcuni anni è libero su decisione del tribunale del riesame.

L’accusa per lui non ha retto.

Per Giuseppe Bommarito la pena è scesa da 21 anni a 17 in continuazione con una precedente condanna, dodici per questo processo.

Diciassette anni aveva avuto Calogero Bommarito che ora diventano 3 per l'imputazione di traffico di droga: è caduta l’accusa di mafia.

I giudici lo hanno scarcerato visto che era detenuto dal 2021.

Il padre Giuseppe e il figlio Calogero sono difesi dall’avvocato Emilio Chiarenza.

Confermata la condanna a due anni e mezzo di Massimiliano Giangrande per droga.

L’inchiesta era stata condotta nei confronti di 10 persone accusate a vario titolo associazione mafiosa, estorsione aggravata dal metodo mafioso, cessione di sostanze stupefacenti e accesso abusivo al sistema informatico.

Gli indagati sono accusati di avere esercitato il controllo del territorio attraverso le estorsioni sia nella valle dello Jato che a Palermo.

L’organizzazione, secondo l'accusa, gestiva anche lo spaccio di hashish a Palermo, nei mandamenti mafiosi palermitani di Santa Maria del Gesù e Porta Nuova, e a San Giuseppe Jato.