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L'emergenza

Acqua, a Trapani la visita di Ciciliano, capo della Protezione civile: «Il problema va affrontato in modo definitivo»

Incontro in prefettura: le risorse idriche, il dissalatore e le condotte "scolapasta" gli argomenti

10 Giugno 2026, 21:19

21:20

Acqua, a Trapani la visita di Ciciliano, capo della Protezione civile: «Il problema va affrontato in modo definitivo»

Uno sguardo sul presente, ma anche attenzione al futuro. Vertice oggi in prefettura con il capo della Protezione civile nazionale, prefetto Fabio Ciciliano. Le risorse idriche, il dissalatore, argomenti della riunione, partendo dalla constatazione di una terra ricca d'acqua nel sottosuolo, ma che sulla terraferma si trova a fare i conti con condotte stile "scolapasta". Una terra che sconta ritardi incredibili. Le dighe che costruite da decenni restano non collaudate e che travasano tantissima quantità d'acqua al di fuori, risorse sprecate. O i ritardi che toccano l'Ato idrico, per anni fermo ai nastri di partenza e che però con la presidenza affidata al sindaco di Calatafimi Segesta Francesco Gruppuso ha fatto passi in avanti importanti. Dopo il passaggio, pare prossimo a definirsi, della Vas (Valutazione ambientale Strategica) da parte della Regione, attraverso la società Invitalia si dovrebbe procedere a bandire la gara europea per individuare il gestore. Ciciliano, va detto, a Trapani è arrivato più che altro nella sua veste di commissario straordinario per l'emergenza idrica in Sicilia. Le condotte idriche, il dissalatore di Nubia e i consumi elettrici per questo impianto, anzi per i tre dissalatori, ci sono anche quelli di Gela e Porto Empedocle, di questo si è occupato.

"C'è da fare l'ultimo miglio - ha osservato - è fondamentalmente la rete di distribuzione, quindi con l'Ati che qui si è rinvigorita, ci sarà da rimettere in sesto le reti idriche che purtroppo hanno ancora una buona percentuale di perdita di acqua...Noi qui abbiamo meno acqua che piove, abbiamo tanta acqua che non si riesce a conservare e abbiamo acqua che si perde nella rete di distribuzione, se noi riuscissimo a lavorare su questi tre punti potremmo dare ai siciliani sicuramente una maggiore quantità di acqua senza doverci preoccupare ad ogni stagione estiva di ridurre la distribuzione. Stiamo cercando di fare un ragionamento che intercetti l'acqua in eccesso che si sta in questo momento perdendo per fare in modo che possa essere riutilizzata, perdere acqua in eccesso in un mondo in cui l'acqua è particolarmente preziosa è anche un nonsenso".

C'è intanto da fare i conti con il dissalatore di Nubia, che per adesso funziona con la gestione commissariale, ma che dal 1 Gennaio 2028 sarà posto a carico dell'Ato idrico, quindi con riflesso sui costi di gestione. Il prefetto Daniela Lupo già prima ha risolto i problemi di convivenza con la riserva delle Saline: "Ho fatto un sopralluogo - ha detto Ciciliano - sia al dissalatore e alla presa a mare (dentro la riserva ndr) sono stati fatti dei lavori importanti e di qualità. La produzione in questo momento è intorno ai 96 litri al secondo, tanta acqua immessa all'interno della rete idrica". Sugli alti costi per i consumi energetici, il prefetto Ciciliano pensa a realizzare un impianto fotovoltaico, per abbassare questi oneri. "Un impianto utile ai tre dissalatori siciliani, e magari rimettere nella rete elettrica anche l'eccesso e il surplus di produzione". L'assessore del Comune di Trapani Giuseppe Pellegrino ha indicato come disponibili alcune aree confiscate che potrebbero ospitare questo impianto. Ciciliano ha apprezzato l'indicazione.

Soddisfatto il presidente Ato idrico Gruppuso: "Un incontro di altissimo livello. La situazione emergenziale va a chiudersi, le fonti idriche sono oggi bene individuate, stiamo andando a definire l'approvazione definitiva del piano d'ambito. Nelle prossime settimane puntiamo ad avere un quadro preciso, ma tanti passi sono stati fatti e siamo pronti per fare i prossimi".