il caso
Un altro servizio sanitario viene sospeso, ormai per curarsi bisogna viaggiare o la strada più facile è pagare
Appello a Comune e Asp per il ripristino di un servizio che per un comprensorio di 100mila abitanti diventa indispensabile
Le carenze del sistema sanitario locale continuano a colpire i pazienti più fragili e questa volta a farne le spese sono gli anziani affetti da Alzheimer e da altre forme di demenza. A denunciarlo è il gruppo PeR insieme al segretario regionale Miguel Donegani, che parla di una decisione «assurda e gravissima»: la sospensione del servizio Cdcd, il Centro per i disturbi cognitivi e le demenze, che fino a poco tempo fa permetteva ai malati di ottenere in città il piano terapeutico e l’esenzione dei farmaci.
La chiusura costringe ora i pazienti e le loro famiglie a recarsi a Caltanissetta anche solo per un rinnovo del piano terapeutico, aggravando il peso logistico ed economico su nuclei familiari già provati da una gestione quotidiana complessa. Senza piano terapeutico i pazienti devono pagare di tasca propria le medicine il cui costo va da 60 a oltre 100 euro.
Secondo Donegani, la causa sarebbe la assenza di uno psicologo ospedaliero da affiancare al medico specialista.
«Una carenza di personale che però - sottolinea - non può tradursi nella soppressione di un servizio essenziale per malati molto fragili di Gela e del comprensorio».
Per il segretario regionale dei progressisti «la priorità dovrebbe essere individuare immediatamente le figure necessarie e garantire continuità assistenziale, evitando che siano ancora una volta i più deboli a pagare le conseguenze di scelte organizzative non risolte». A preoccupare è anche il silenzio delle istituzioni, che secondo Donegani non avrebbero finora messo in campo interventi concreti nonostante la situazione si protragga da tempo.
Da qui l’appello rivolto all’amministrazione comunale affinché si faccia carico della questione e apra un confronto serrato con l’Asp e con l’assessorato regionale alla Salute per ottenere il ripristino del servizio a Gela.
Donegani annuncia inoltre un’iniziativa personale, come esponente dell’opposizione, per sollecitare direttamente l’Asp e chiedere il ritorno del Cdcd in città. «La sanità deve avvicinarsi ai cittadini, non costringerli a nuovi ostacoli, disagi e spese», afferma, ribadendo che la tutela dei pazienti fragili non può essere oggetto di rinvii né di scelte che ne compromettano il diritto alla cura. Ieri la commissione sanità ha denunciato invece il paradosso di una Senologia in cui c’è il posto vuoto, il primario andato in pensione, il dott. Giuseppe Di Martino, ha dato disponibilità a rientrare con incarico esterno ma l’Asp non ha dato alcun riscontro.