Il blitz
Il post social scatena l’ira del giovane “carcagnusu”: «Ammazzo tutti quanti»
Un affiliato spaccia per conto del rivale e scatta il pestaggio La sfida del rampollo: «Non ti faccio più lavorare in nessuna piazza»
I social possono diventare pericolosi. L’anno scorso, Francesco Grasso - figlio di Carmelo “Charlie” - ha rischiato davvero grosso. Un post su TikTok lo ha esposto alle ire di Cristian Marletta Intravaia, ritenuto l’erede criminale del clan Mazzei. Grasso jr ha palesato sul web di aver cominciato a spacciare per conto del Puffo (Pietro Gagliano). Per evitare di far esporre suo figlio, Simona Mazzei aveva dato l’ordine a un affiliato di picchiarlo. Ma alla fine è stato Marletta Intravaia a sporcarsi le mani.
Nelle carte dell’inchiesta “Onda Nuova” sono state inserite le intercettazioni che hanno descritto la furia del giovane “carcagnusu”. In soccorso del ragazzo sono arrivati pure il padre, Carmelo Grasso e la madre. «Le pedate in testa! L'ho pestato come l'uva! Là, è buttato a terra a San Cristoforo, ha la pistola addosso, gli è caduta a terra. Gliele ho date davanti alla chiesa». I genitori sono riusciti alla fine a trovare il figlio. Cristian Marletta li ha seguiti. «Mi hai ammazzato Cristian», ha urlato Grasso jr. Il boss lo ha avvertito: «Vedi che questa volta ti lascio! Da domani in poi, ti faccio inseguire in tutte le case che vai. Io non ti voglio ammazzare per tuo padre. Da domani in poi non ti faccio più lavorare in nessuna piazza di Catania. Perché ora parto dal Puffo e hai dormito sotto casa sua, e gli pubblichi la foto “Fratello, mio Fratello”?».
Per il nipote di Santo Mazzei, fondatore dell’omonimo clan mafioso, quel messaggio social sarebbe stato un affronto. Un tradimento. «Io gli sparo in testa quando voglio!», ha urlato il rampollo della famiglia di Cosa Nostra. L’avvertimento è stato esplicito. «Basta che mi gonfia la minchia vi lego a tutti quanti e vi ammazzo a tutti quanti. La prossima volta te lo taglio! Qua c'è tuo padre». Una promessa mafiosa che ha fatto ripiombare nell’inquietante clima di terrore di quarant’anni fa.