L’interrogatorio di Garanzia
Clan Mazzei, i nipoti e la figlia del capomafia hanno deciso di non rispondere al giudice
Il 18 giugno dovranno comparire gli altri 12 indagati in attesa della decisione del gip sull'istanza di misura cautelare
Hanno deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere i cinque principali indagati dell’operazione “Onda Nuova”, che lo scorso lunedì ha portato in galera 20 persone.
Simona Mazzei, i figli Filippo e Cristian Intravaia, i fratelli Santo e Matteo Mazzei hanno scelto di rimanere in silenzio davanti al giudice per le indagini preliminari Luigi Barone. Una strategia difensiva che accomuna anche altri coinvolti alla retata della squadra mobile.
L’indagine, che è stata coordinata dalla sostituta Alessandra Tasciotti, ha plastificato il nuovo organigramma della cosca mafiosa. L’inchiesta ha toccato la famiglia di “sangue”: la terza generazione. Quattro nipoti dell’ergastolano Santo Mazzei, infatti, sono finiti in manette. Alcuni per la prima volta. La figura più carismatica, a livello criminale, è Cristian Marletta Intravaia che avrebbe anche tenuto i contatti con la fazione milanese del clan.
Ora le difese, fra cui gli avvocati Maria Lucia D’Anna, Maria Caterina Caltabiano e Salvatore Pace, dovranno scegliere se presentare ricorso al Tribunale del Riesame.
Il 18 giugno invece cominceranno i 12 interrogatori preventivi. Il gip, infatti, prima di emettere le misure ascolterà le ragioni degli indagati così come prevede la normativa vigente.